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Novità
mercato Italia 2010: forte diffusione di tecnologie,
+2,8% fatturato hardware, +0,6% software middleware, Pc
venduti +15,7%, tablet venduti 428.000, smartphone raddoppiano
a 4 milioni, accessi broadband + 6,9%, famiglie connesse
a banda larga 49% sul totale, fatturato servizi internet
+7,4%.
Angelucci,
presidente Assinform: "Per far crescere il Paese
e aumentare l'occupazione qualificata occorre sviluppare
il made in Italy tecnologico a supporto dell'export e dell'innovazione
dell'industria e dei servizi. Per questo chiediamo sostegno
ai processi di aggregazione delle PMI, credito d'imposta
su ricerca e sviluppo, la diminuzione dell'Irap, e la piena
e veloce attuazione del Codice dell' Amministrazione Digitale,
vera chiave di volta dell' innovazione del paese".
Milano
9 marzo 2011 – "Confermata
la risalita del mercato italiano dell'It nel 2010, trend
che troverà ulteriore consolidamento nel corso di quest'anno.
Ma i ritmi sono troppo lenti, sia rispetto alle necessità
di cambiamenti strutturali del Paese, che al gap d'innovazione
che scontiamo a livello internazionale, il quale, invece,
tende ad approfondirsi. Il ricorso all'innovazione tecnologica
continua a rimanere in Italia un fenomeno troppo limitato
dimensionalmente e sottovalutato in ambito politico e nei
circoli decisionali e, perciò, incapace di funzionare, come
avviene nei principali paesi, da leva strategica di crescita
e produttività delle imprese, di efficienza e razionalizzazione
della spesa pubblica". E' stato un grido di allarme, quello
lanciato da Paolo Angelucci, Presidente di Assinform
nel presentare oggi a Milano l'anticipazione del Rapporto
Assinform 2011, predisposto come sempre con la collaborazione
di NetConsulting, sull'andamento del settore Ict nel 2010,
seguito tuttavia, dall'indicazione di una reale prospettiva
di crescita, qualora vi sia la capacità di valorizzare il
ruolo dell'innovazione nel nostro Paese. "Si può dare una
rapida ed efficace scossa all'economia - ha continuato Angelucci
- puntando a utilizzare l'Ict come fattore di accelerazione
dei processi di sviluppo e modernizzazione, così come indica
l'Agenda digitale europea. Tre gli assi di intervento prioritari
in questa direzione. Creazione di un quadro normativo
incentivante lo sviluppo e l'utilizzo dell'innovazione finalizzato
alle crescita delle imprese, in particolare di quelle
che esportano, centrato sul credito d'imposta per gli
investimenti in ricerca e sviluppo e sulla diminuzione dell'Irap,
a vantaggio per i settori brain intensive come l'Information
Technology, al fine di aumentare l'occupazione qualificata.
Massimo supporto all'implementazione del Cad (Codice
dell'amministrazione digitale), al quale vanno destinate
risorse certe in quanto si tratta di un investimento strategico
per migliorare la qualità e l'efficienza dell'azione pubblica,
con ritorni importanti sulla riduzione della spesa corrente
e come piattaforma per accelerare il processo di digitalizzazione
delle imprese e l'alfabetizzazione digitale dei cittadini.
Sostegno ai processi di aggregazione e innovazione delle
Pmi, protagoniste per oltre il 90% del nostro tessuto
produttivo, ma con oggettive difficoltà a investire in nuove
tecnologie. Vanno in questo senso le reti d'impresa e l'innovazione
dei distretti su cui si sta impegnando il sistema confindustriale,
mentre alla parte pubblica si chiede di supportare questo
processo evolutivo assicurando regole e tempi certi sui
pagamenti, lo snellimento delle procedure e la semplificazione
normativa".
Il
confronto internazionale
L'allarme
del presidente di Assinform è giustificato dalla faticosa
realtà che vive il settore dell'Ict in Italia, che il confronto
internazionale conferma in modo preoccupante. Nel 2010,
infatti, il mercato mondiale dell'Ict ha ripreso a crescere
con un ritmo tornato ai livelli pre- crisi, passando dal
- 1,5% annuo registrato nel 2009, al + 4,9% del 2010 (It
+4,4%, Tlc + 5,1%), a fronte di una crescita del Pil globale
di 5% . In Italia si conferma l'inversione del trend del
mercato Ict, la cui crescita, tuttavia, permane negativa:
-2.5% a fronte del -4,2% del 2009, per un valore di mercato
di 60.230 milioni di euro. Questo andamento è dovuto principalmente
al segmento delle telecomunicazioni che ha subito un ulteriore
decremento di -3% (-2,3% nel 2009), mentre la domanda di
It ha recuperato 6,7 punti percentuali, rispetto al -8,1%
del 2009, con una diminuzione del 1,4% e un valore di 18.430
milioni di euro, dato che conferma il gap dell'Italia rispetto
agli altri maggiori Paesi, il cui mercato, ad eccezione
della Spagna, è tornato a crescere positivamente. Il mercato
IT è cresciuto, infatti, in Germania del + 2,6%, in Francia
dell' 1,5%, in UK del +1,3%, a fronte di una media europea
di + 1,2%. Nei Paesi extraeuropei il mercato IT è cresciuto
in USA del + 5,1%, mentre in Giappone l'incremento si è
attestato a 0,9%.
La
crescita dell' hardware e delle infrastrutture
La
relativa ripresa del mercato italiano dell'IT è fortemente
caratterizzata da una sostanziale novità: l'accentuato risveglio
della domanda di tutte le componenti tecnologiche dell'It,
e in particolare dell'hardware che, dopo anni di costante
calo, nel 2010 ha messo a segno una crescita di + 2,8%,
con un recupero di ben 17,6 punti percentuali rispetto all'anno
precedente chiuso con una perdita di - 14,8%.
La
dinamica dei grandi server (Sistemi High End), la cui domanda
è cresciuta del 18,4%, indica che molte imprese, soprattutto
di dimensioni medio grandi, hanno avviato processi di rinnovamento
del proprio parco tecnologico. Questo dato si riflette nella
crescita positiva della domanda di software infrastrutturale:
a fronte di un comparto del software che nel suo complesso
ha chiuso il 2010 con -0,9%, il software di base è cresciuto
del +0,4, recuperando cinque punti percentuali rispetto
all'anno precedente, mentre il middleware di + 0,6% con
un recupero di 2,6 punti percentuali.
La
crescita del mercato hardware è stata, inoltre, trainata
sia dalle vendite di PC che di nuovi device, come i tablet,
presso imprese e individui. I Personal Computer mettono
a segno un incremento di + 15,7% delle unità vendute, recuperando
oltre 15 punti percentuali di crescita rispetto al 2009.
All'interno di questo segmento di mercato, notevoli sono
i risultati dei desktop che con una crescita di +10,4% recupera
poco meno di trenta punti percentuali e dei server, che
passano da -20,9% del 2009 a +2,4% del 2010, mentre i portatili
con + 9,4% di crescita subiscono per la prima volta dopo
anni in salita una lieve flessione nella crescita (+10,1%
nel 2009). Il 2010 è anche la prima volta dei tablet che
si impongono all'attenzione con 428.570 unità vendute.
Il
mercato delle telecomunicazioni ha subito una calo del 3%
che ha portato il valore del mercato a 41.8 miliardi di
Euro.
Le
telecomunicazioni stanno subendo in questa fase gli effetti
del progressivo calo dei prezzi e delle tariffe dovuto all'elevata
concorrenza tra gli operatori che penalizza la crescita
sia del mobile (-3,2%) che del fisso (-2,6%).
L'andamento
a valore del mercato non rende, perciò, conto della crescita
della penetrazione e dell'utilizzo dei prodotti e dei servizi
di telecomunicazioni che, in realtà, anche nel 2010 è stato
molto intenso.
Le
vendite di smartphone sono ammontate a più di 4 milioni
di unità, valore doppio rispetto al 2009, gli accessi a
larga banda sono aumentati del 6,9% superando i 13 milioni
di unità e la crescita a valore degli accessi a Internet
da rete fissa è stata del 7,4%.
L'indagine
congiunturale Assinform
La
nona indagine congiunturale realizzata a febbraio di quest'anno
presso un campione significativo di aziende associate Assinform
conferma un clima di fiducia da parte delle imprese It .
Il fatturato risulta in miglioramento per il 65,2% delle
aziende, contro il 47,3% di novembre 2010. Gli ordinativi
sono dichiarati in crescita dal 61% del campione, percentuale
significativamente più alta rispetto al 45,4% di novembre
2010; budget delle imprese clienti in netto miglioramento
per il 65,7% del campione, mentre a novembre 2010 si pronunciava
così solo il 46,4%. Interessante anche il dato sugli organici
aziendali che, se da una parte continua a segnalare una
situazione di stabilità per i dipendenti, dall'altra registra
una leggera inversione per i consulenti i quali, dopo il
crollo subito nel periodo di crisi, si stanno riaffacciando
all'orizzonte delle imprese in quanto figure specializzate
necessarie per implementare nuovi progetti. Da tener presente
che, in realtà, i consulenti costituiscono la gran parte
dell'universo delle micro imprese in cui è frastagliato
il settore It.
Le
stime di Assinform e NetConsulting per il 2011 indicano
il consolidamento della domanda It, con una crescita annua
intorno a + 1,3% che avrà come fattori di spinta la domanda
di hardware (+3,2%), e che si avvarrà anche della ripresa
della domanda di software (+1,6%) e di servizi informatici
(+0,6%).
"La
ripresa degli investimenti in tecnologia - ha concluso il
presidente di Assinform - è un fenomeno con importanti potenzialità.
Pone le basi per la crescita della domanda di nuove applicazioni
e servizi informatici, che costituiscono il vero valore
aggiunto del made in Italy tecnologico e sono motore di
sviluppo e di aumento dell'occupazione. In particolare,
per un'economia come quella italiana trainata dall'export
- che tuttavia secondo le recente stime della Banca d'Italia,
nei prossimi due anni è destinato a perdere dinamicità e
competitività - l'innovazione tecnologica diventa la chiave
per aprire nuove opportunità alle imprese italiane, consentendo
loro di competere anche nei grandi mercati emergenti".
Ufficio Stampa Assinform
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