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IT: positivo il software che sale a +0,4%, hardware -2,1%,
Servizi It -1,5%;
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Tlc: - 4,2%, servizi Tlc -3,8%, apparati -5,9%;
- Cloud computing: 130 mln di euro nel 2010, previsione
2013: 410 mln
- In forte ritardo sull’Ue27 e a macchia di leopardo il
processo di digitalizzazione del Paese
Angelucci: “Declinare in Italia l’Agenda digitale è un
obiettivo prioritario per rilanciare la domanda di Ict e
accelerare su tre aspetti fondamentali per la crescita e
la modernizzazione del Paese: sviluppo e efficienza dei
servizi pubblici, innovazione delle imprese, sviluppo delle
infrastrutture a banda larga”.
Milano,
20/6/11 – “Per l’Information Technology italiana i primi
tre mesi del 2011 hanno significato una battuta d’arresto
rispetto al trend in recupero che il settore aveva fatto
registrare nel 2010. Con un tasso di crescita di - 1,3%,
infatti, la dinamica dell’It rimane negativa contraddicendo,
per ora, le previsioni di una possibile ripresa nell’anno
in corso. I nostri dati confermano il perdurare di un quadro
di grande incertezza per il settore It, che ancora non trova,
nel contesto economico nazionale, le spinte necessarie per
uscire dallo stato di sofferenza, in cui è entrato a seguito
della crisi globale. L’indagine congiunturale Assinform
di fine aprile ha, infatti, evidenziato, rispetto a quanto
rilevato a febbraio, un peggioramento degli ordinativi delle
aziende informatiche, confermato da una netta riduzione
della propensione agli investimenti in nuovi progetti It
da parte delle imprese-clienti. E’ questa una testimonianza
preoccupante delle difficoltà a intraprendere la via dell’innovazione
e della crescita di competitività, che ancora persistono
nel sistema produttivo italiano, in particolare da parte
delle Pmi”. Così ha esordito il presidente di Assinform,
Paolo Angelucci, nel presentare oggi a Milano i risultati
del Rapporto Assinform 2011, elaborato in collaborazione
con NetConsulting.
“Tuttavia
nell’orizzonte informatico italiano vanno colti alcuni segnali
precursori di domanda innovativa in crescita” ha continuato
Angelucci riferendosi a “la tenuta del comparto
software, che con una crescita di + 0,4% registrata
a fine marzo di quest’anno, è l’unico a essere tornato positivo.
L’aumento della componente innovativa dei servizi di
telecomunicazioni, giunta a coprire ormai il 30%
del totale, che alimenta la domanda di nuove tecnologie
informatiche. Infine il mercato del cloud computing
che oggi vale 130 milioni di euro e nei prossimi
due anni si stima dovrebbe triplicare”.
“Tutto
ciò – ha precisato il presidente di Assinform
- è il riflesso del processo di profondo cambiamento
tecnologico che sta investendo l’intero mondo digitale,
basato su una sempre maggiore integrazione fra infrastrutture
avanzate di Tlc e innovazione It , le cui nuove opportunità
vengono purtroppo percepite da un nucleo ancora troppo ristretto
dell’economia e della società italiane. Il risultato è che
la digitalizzazione del Paese si sviluppa a macchia di leopardo,
creando zone di digital divide che tagliano fuori interi
territori e ampie fasce di popolazione e ampliando il ritardo
con il resto d’Europa”.
Su
questi punti i dati parlano chiaro. Se l’Italia sconta un
ritardo complessivo nel processo di digitalizzazione rispetto
alle medie dell’Ue27, al suo interno si rilevano importante
disparità territoriali. Per quanto riguarda le imprese
che utilizzano la banda larga, la media italiana è dell’83%,
collocando il paese a metà classifica europea. Ma al suo
interno si rileva che Calabria, Sardegna, Basilicata,
Puglia, Molise e Trentino, con 77% si trovano
nella parte bassa della classifica confrontandosi con Rep.Ceca,
Irlanda, Ungheria, mentre Piemonte, Liguria e Val d’Aosta
con oltre 86% sono nella parte alta, allineandosi
a paesi come Germania, Uk, Svezia.
Complessivamente
l’Italia digitale si colloca al disotto delle medie raggiunte
dall’Ue27.
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Europa
(27) |
Italia
|
| Pmi
che vendono online |
13,4%
|
3,8%
|
| Imprese
che acquistano online |
26,4%
|
16,5%
|
| Popolazione
che usa frequentemente Internet |
53,1%
|
45,7%
|
| popolazione
che usa servizi di online banking |
36,0%
|
17,6%
|
| cittadini
che usano servizi di eGovernment |
31,7%
|
17,4%
|
| famiglie
con accesso a banda larga |
60,8%
|
48,9%
|
| famiglie
con accesso a Internet |
70,1%
|
59,0%
|
| Popolazione
che acquista online |
40,4%
|
14,7%
|
| Fatturato
imprese attraverso eCommerce |
13,9%
|
5,4%
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Fonte:
EC, Digital Agenda Scoreboard (31 maggio 2011)
“La
declinazione dell’Agenda digitale europea in chiave nazionale
è una strada che non può essere più elusa o rimandata
– ha concluso Angelucci – In Italia abbiamo già
casi di agende regionali che iniziano a essere implementate
accanto alla totale o scarsa assenza di iniziativa in altre
regioni. E’ fondamentale valorizzare il ruolo delle Regioni
nella digitalizzazione dei territori attraverso un’ Agenda
nazionale capace di rendere coerenti e omogenee le strategie
regionali, su tre temi cruciali per il Paese: lo sviluppo
e l'efficienza dei servizi pubblici, l’innovazione delle
Pmi, lo sviluppo dell’infrastrutturazione a banda larga.
Allo stato attuale le nostre previsioni per il 2011 oscillano
fra una stima pessimista che assegna al settore It
un trend di crescita attestato a -0,8% e una ottimistica
che individua una crescita di +1,3%. La prima presuppone
nessuna modifica di contesto, la seconda che le condizioni
di contesto inizino a cambiare, con l’introduzione di un
quadro normativo certo e incentivante l’innovazione, che
preveda poche azioni prioritarie, ma capaci di imprimere
un'evoluzione accelerata e positiva per tutto il Paese”.
La presentazione del Rapporto Assinform, il cui dettaglio
è stato illustrato da Giancarlo Capitani, ad di Netconsulting,
ha costituito l’occasione per un confronto sul tema “L’Ict
e l’innovazione dei territori” fra responsabili dei processi
di digitalizzazione di amministrazioni regionali dell’Emilia
Romagna, della Lombardia e della Sardegna, a cui sono seguiti
gli interventi di Lucia Pasetti, videpresidente del Cisis
(Centro Interregionale per i sistemi informatici) e Carlo
Maccari, Assessore alla digitalizzazione e semplificazione
della Regione Lombardia.
Il
mercato ICT in Italia nel primo trimestre 2011 e previsioni
sull’anno
Il
2011 si presenta come un anno ancora difficile per l’economia
italiana. L’andamento delle telecomunicazioni risente sia
del protrarsi dei tempi per i nuovi investimenti infrastrutturali,
sia, e soprattutto, del calo delle tariffe, dovuto a una
concorrenza sempre più serrata. In questa direzione vanno
i risultati rilevati nel primo trimestre 2011, con un calo
del mercato TLC del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno
precedente.
Diverso
è il caso dell’IT. L’interesse al rinnovamento delle dotazioni
ICT e ai nuovi servizi sussiste, ma la correlazione con
l’andamento del PIL frena. Il PIL nazionale infatti è cresciuto
nel primo trimestre dell’1%, al di sotto della media europea
e dei paesi con i quali più ci confrontiamo (Germania, +
4,9%; Francia). E sempre nel primo trimestre 2011, gli investimenti
fissi lordi non sono cresciuti in Italia più dell’1,5%.
Questo andamento ancora statico si è riflesso sul mercato
IT, che nei primi tre mesi dell’anno è calato ancora dell’1,3%,
trend che comunque è in attenuazione rispetto a quanto registrato
nel primo trimestre 2010 su 1° trimestre 2009, quando il
decremento era stato del 2,9%. La scomposizione della domanda
rivela, tuttavia, andamenti diversi, con l’hardware attestato
a - 2,1% (-2,3% 2010/2009), il software +0,4% (-1,5%), i
servizi IT -1,5% (-3,8%), l’assistenza tecnica -2,9% (-4,9%).
Per
quanto riguarda le previsioni sull’anno, le incertezze che
segnano il quadro nazionale, non hanno consentito di effettuare
una stima univoca. In una logica pessimistica, di sostanziale
conferma del quadro attuale, il mercato Ict continuerà a
scendere, con un trend dell’ordine di -4,5%. Al suo interno
saranno le Tlc a spingere maggiormente verso il basso con
-5,8%, mentre per l’IT si prevede un’attenuazione della
discesa con un tasso attestato -0,8%. Considerando, invece,
un ipotesi di miglioramento dell’andamento dell’economia
nazionale e quindi di un aumento della propensione a investire
in innovazione, il mercato Ict si ritroverebbe a fine anno
con una crescita di -0,1%, determinato dal -0,6% delle Tlc
e da +1,3% del mercato It.
Ufficio Stampa Assinform
Milano – Stefania Follador – 3465003534 – s.follador@assinform.it
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