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Conservazione digitale dei documenti:
ORA È POSSIBILE ANCHE PER IL FISCO
Milano, 30 gennaio
2007 - Uffici e studi professionali
possono dare l'addio alle montagne
di carta e ai documenti ingombranti
sugli scaffali. Questa prospettiva
riguarda soprattutto l'archiviazione
dei documenti di cui è obbligatoria
per legge la conservazione e, in particolare,
quelli fiscali. A segnare la svolta
è la circolare delle Entrate n. 36/E
del 6/12/2006 dell’Agenzia delle entrate
(www.agenziaentrate.it),
che ha finalmente reso praticabile
per aziende e contribuenti - in particolare
per quelli che già si avvalgono di
sistemi e soluzioni di archiviazione
elettronica - conservare legalmente,
anche in formato digitale, la documentazione
con validità fiscale, fino ad oggi
conservabile solo sotto forma cartacea.
Il provvedimento, atteso da circa
tre anni - risale infatti al 23 gennaio
2004 il relativo Decreto Ministeriale
- consentirà di ottenere risparmi
e incrementi d’efficienza per tutto
il sistema industriale e, indirettamente,
anche per la stessa Amministrazione
Pubblica.
“Mi preme innanzitutto
sottolineare – commenta il Direttore
di Aitech-Assinform, Federico Barilli
- come a questo risultato si sia
giunti anche in base a una proficua
collaborazione fra pubblico e privato,
rispettosa dei diversi ruoli e responsabilità.
Al lavoro di approfondimento e interpretazione
di una materia così complessa, realizzato
da parte degli specialisti della Agenzia
delle Entrate, AITech-Assinform ha,
infatti, contribuito, con un convinto
e determinato stimolo, chiarendo e
rendendo familiari gli innovativi
e complessi aspetti tecnologici coinvolti”.
Si è così potuta
formulare una norma chiara e flessibile
stabilendo:
- la possibilità di gestire in
modo separato la conservazione sostitutiva
delle fatture elettroniche
e cartacee
- che i termini temporali per portare
in conservazione sostitutiva (e
se farlo) i documenti
cartacei rilevanti ai fini tributari,
in particolare le fatture, sono
lasciati alla discrezionalità
del contribuente
- solo nei casi di conservazione
di documenti cartacei originali
unici è richiesto l’intervento
del pubblico ufficiale
- il momento in cui il processo
di conservazione sostitutiva si
considera concluso -
e di conseguenza ci si può disfare,
senza ulteriori formalità, della
carta - non dipende,
attualmente, dall’invio all’Agenzia
delle Entrate dell’impronta
dell’archivio che non è richiesto
fintantoché non sarà emanato il
provvedimento relativo.
“L’importanza di tale normativa
– continua Barilli - emerge considerando
che, secondo le nostre stime, il processo
di “dematerializzazione” - del quale
la possibilità di disfarsi dei documenti
cartacei rilevanti ai fini tributari
e l’impiego della fatturazione elettronica
sono due elementi fondamentali - potrà
consentire alle imprese risparmi fino
al 65%. Questo, naturalmente, se si
arriva ad automatizzare l’intero processo,
con l’emissione e l’elaborazione diretta
di documenti in formato digitale.
In termini globali, conservazione
sostitutiva e fatturazione elettronica
potrebbero arrivare a rappresentare
per l’economia nazionale un risparmio
potenziale annuo dell’ordine di 14
miliardi di Euro”.
“Le nuove disposizioni - conclude
il Direttore di AITech-Assinform -
consentendo il pieno utilizzo della
conservazione sostitutiva, aprono
inoltre nuove prospettive di business
per le aziende informatiche. Stimiamo,
infatti, un potenziale volume d’affari
che in tre anni potrà raggiungere
1,2 miliardi di Euro”.
Per ulteriori
informazioni contattare:
Anna
Borioni –
Ufficio Stampa AITech-Assinform
Roma - Tel.
3471489877
Stefania
Follador
- Resp. Ufficio stampa AITech-Assinform
- Tel. 0258304141
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