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Roma, 7 novembre
2006 - Le
Assemblee di Federcomin e FITA, che
rappresentano in Confindustria rispettivamente
le imprese dell’ICT e del Terziario
Avanzato, hanno approvato oggi la
delibera che prevede la fusione delle
due Federazioni. La nuova Federazione,
che assume il nome di “Confindustria
Servizi Innovativi”, verrà guidata
per i prossimi tre anni da Alberto
Tripi, attuale responsabile della
Commissione Servizi di Confindustria.
Concepito
nel quadro della riforma confindustriale,
il nuovo progetto di rappresentanza
dà voce unica alle attività di servizio
produttrici di innovazione tecnologica,
professionale, manageriale e organizzativa,
mirando ad accrescere il peso politico
del settore con l’obiettivo di renderlo
un effettivo fattore di aumento di
produttività e di modernizzazione
del Paese, così come già avviene nei
paesi nostri principali concorrenti.
In questo senso, il disegno di unificazione
si fa interprete dell’evoluzione dell’economia
degli ultimi anni, che ha visto realizzarsi
una convergenza sempre più incisiva
tra le attività di Information & Communication
Technology e i servizi professionali,
a vantaggio della creazione di nuove
strategie e strumenti competitivi.
Confindustria
Servizi Innovativi avrà una base associativa
formata da 44 associazioni di categoria
(che raggruppano le imprese telecomunicazioni,
informatica, radiofoniche e televisive,
contenuti digitali, comunicazione,
ricerche, media, marketing, consulenza,
ingegneria, formazione, qualità e
servizi ad alto contenuto tecnologico
e professionale) e da 62 sezioni territoriali,
collocandosi così fra le prime Federazioni
del Sistema Confindustriale.
Il
neopresidente Alberto Tripi, ha detto
in proposito:
“La
nascita della nuova Federazione è
stata voluta e favorita da Confindustria,
che ha dimostrato di avere la percezione
esatta dei processi di cambiamento
in atto nel nostro sistema economico.
Dando vita a Confindustria Servizi
Innovativi, si riconosce che la sfida
della globalizzazione e dei mercati
emergenti non può essere vinta senza
che il Paese e, il sistema manifatturiero
in particolare, disponga di una realtà
forte di servizi innovativi, integrati
con infrastrutture avanzate. La creazione
della nuova Federazione rappresenta,
perciò, l’impegno del mondo imprenditoriale
a fare dell’innovazione tecnologica
e organizzativa e della conoscenza,
il fattore di rilancio dell’economia.
Ma per il successo del progetto, è
necessario che vengano corrisposte
le aspettative di riforme strutturali
e di liberalizzazioni del mercato
dei servizi, che offrano al settore
maggiori occasioni di sviluppo e assicurino
condizioni di vera concorrenza”.
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