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Milano,
27 novembre 2009 -
“La quotazione delle imprese tecnologiche è un obiettivo
non solo reso possibile dal buono stato di salute di molte
di loro, ma assolutamente da perseguire in un quadro di
accelerazione del processo generale di innovazione del Paese”
è quanto affermato da Paolo Angelucci, presidente
di Assinform, nell’aprire i lavori del workshop sul tema
“La quotazione sul mercato azionario delle Pmi italiane”
promosso oggi a Milano dall’Associazione in collaborazione
con Borsa Italiana e IR TOP.
“A fronte dei primi segnali di ripresa dell’economia
– ha continuato Angelucci - riprendere a investire
nell’Information Technology diventerà, nel prossimo periodo,
un passaggio aziendale sempre più necessario per rientrare
nella competizione internazionale. L’IT, dal canto suo,
dovrà essere in grado di rispondere a questa nuova domanda,
qualificando e rilanciando la propria offerta anche grazie
a un processo di rafforzamento strutturale attraverso operazioni
di ricapitalizzazione e aggregazione. Oggi il settore IT
è il quarto settore industriale del Paese, formato da oltre
97.000 imprese, di cui oltre 25.000 sono società di capitali.
Esaminando i dati di bilancio di oltre 25000 imprese, abbiamo
individuato 230 aziende con un fatturato superiore ai 10milioni
di euro che avrebbero tutti i requisiti per essere quotate
subito, e 682 aziende con un fatturato inferiore ai 10 milioni
di euro potenzialmente quotabili. Si tratta di un riscontro
importante, che testimonia come la presenza in Borsa di
imprese tecnologiche, così come sta già avvenendo in altri
paesi, sia fattibile in Italia e rappresenti una reale opportunità
per convogliare sui settori dell’innovazione maggiori finanziamenti
e attenzioni”.
Alvise
Braga Illa, Consigliere di Assinform con delega alla
Finanza per l’Industria IT e Presidente- Fondatore della
società quotata TXT e-solutions (TXT.MI), ha ricordato che
“questo Workshop, ed il progetto di quotazione di imprese
tecnologiche richiamato dal Presidente Angelucci, sono fra
le prime attività del Gruppo di Lavoro Assinform ‘Finanza
per l’Industria IT’.
Come imprenditore che ha quotato la sua azienda, sono un
convinto sostenitore dell’essere e rimanere quotati in borsa,
anche nell’attuale momento di mercato.
Molti imprenditori dell’industria IT potranno quotarsi nel
prossimo futuro sulla base di un business plan chiaro e
sostenibile nel tempo, di un management forte e di una struttura
societaria semplice e trasparente. L’AIM è una grande opportunità
per l’Industria IT”.
Durante
il convegno è stato presentato uno studio condotto da IR
TOP, la società italiana di Investor Relations, sulle società
quotate sul Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana
e sulle principali piazze internazionali appartenenti al
settore ICT. L’analisi ha preso in considerazione un campione
di 33 società, 18 italiane e 15 estere. Le società italiane,
appartenenti all’indice FTSE Italia Tecnologia, sono
in molti casi aziende familiari, riconducibili a un imprenditore
di riferimento, che operano in settori di nicchia e con
modelli di business molto differenziati. Presentano un fatturato
mediano 2008 pari a 111,9 milioni di euro e un EBITDA (margine
operativo lordo) mediano pari a 12,7 milioni di euro (corrispondente
a un EBITDA margin mediano pari al 15%). Nel complesso del
campione si registra la partecipazione al capitale di 76
investitori istituzionali per un investimento complessivo
pari a 43 miliardi di euro, provenienti in particolare da
USA (69%), UK (10%) e Canada (8%). Tra gli investitori esteri
più attivi si annoverano Barclays Global Investors UK
Holdings Ltd (UK) e Vanguard Group Inc (USA), mentre gli
investitori italiani più presenti sono Kairos Partners SGR
S.p.A. e Bipiemme Gestioni SGR S.p.A. Il settore ICT
registra oggi una valutazione che si aggira intorno a un
EV/EBITDA pari a 11,0 (7,9 per l’Italia e 14,3 per l’estero)
e ha visto negli anni 2001 e 2002 multipli più che tripli
rispetto agli attuali.
Anna
Lambiase, Amministratore Delegato di IR TOP, ha commentato:
“Le principali motivazioni alla quotazione in Borsa sono
legate al reperimento di nuove risorse finanziarie per il
sostegno ai piani di sviluppo, ai vantaggi in termini di
immagine e visibilità, all’attrazione di nuove risorse manageriali
e al coinvolgimento nella propria compagine azionaria di
investitori di matrice internazionale. Se da un lato l’AIM
Italia prevede obblighi informativi inferiori rispetto al
mercato tradizionale, dall’altro sarà necessario un maggiore
sforzo di comunicazione, trattandosi di imprese di piccola
dimensione, operanti in settori di nicchia e ancora sconosciute
al mercato finanziario. Il mercato AIM Italia rappresenta
dunque una grande opportunità; inoltre, dopo un periodo
minimo di 18 mesi le società potranno accedere al MTA attraverso
un processo di quotazione semplificato (fast track).”
Barbara
Lunghi, Responsabile dei Mercati per le PMI di Borsa
Italiana, ha affermato che: “La crisi che ha colpito
l’economia in tutti i suoi settori, ci ha lasciato un grande
e quanto mai vero insegnamento. Le imprese che stanno lentamente
uscendo dal contesto di attuale difficoltà, dovranno inevitabilmente
fondare la loro crescita futura su una maggior patrimonializzazione,
che passa anche attraverso la Borsa e i suoi meccanismi.
I mercati azionari offrono infatti all’impresa uno strumento
unico per raccogliere capitali per finanziare la crescita.
AIM Italia in particolare vuole rispondere proprio all’esigenza
delle imprese di più piccola dimensione offrendo un percorso
di accesso veloce, semplice e flessibile alla quotazione
e, allo stesso tempo tutelare gli investitori grazie a un
impianto regolamentare che in Gran Bretagna ha portato oltre
3.000 società a quotarsi su AIM dalla sua nascita”.
Ufficio Stampa Assinform:
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