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Milano,17
marzo 2008
- "Gli italiani hanno una vera e propria fame d'innovazione
e appaiono ben più lungimiranti di chi amministra la cosa
pubblica. Lo dimostrano le imprese, che nel 2007
hanno investito oltre 16 miliardi di euro in It , con un
incremento dell'1,9% rispetto all'anno scorso; lo
confermano le famiglie che, nonostante la contrazione
generale dei consumi, hanno speso oltre 1 miliardo di euro
per dotarsi di tecnologie innovative, con un balzo di ben
10,5% rispetto al 2006. Vi è poi la corsa a Internet: raddoppiati
in due anni gli accessi a banda larga, cresce l'uso dei
servizi on line turismo, banche, e-commerce, intrattenimento,
informazione, cultura. Sul fronte pubblico registriamo uno
scenario completamente in controtendenza alle scelte degli
italiani. La domanda It della Pa è scesa nel 2007
di -0,6%, oscillando negli ultimi anni intorno a
un'asfittica quota di 3 miliardi di euro. Ma la riduzione
della spesa informatica riguarda solo la parte che viene
posta sul mercato. Oltre la metà, infatti, pari a 1,5
miliardi di euro, finisce direttamente nelle casse delle
società pubbliche in house, cifra che cresce di oltre
100 milioni di euro l'anno. I risultati di un'informatica
che continua a essere applicata al di fuori di ogni criterio
concorrenziale, scelta non attraverso selezioni sulle migliori
offerte, ma per aumentare l'occupazione politica del mercato,
si vedono in un e-government che non decolla, anzi arretra:
i siti pubblici, infatti, sono gli unici il cui utilizzo
è in netto calo. Insieme alla discesa degli investimenti
infrastrutturali in tlc, passati dal -1,5% nel 2004
rispetto al 2003, a - 4,7% nel biennio 2007-06, il quadro
che emerge è quello di un fallimento della politica pubblica
sull'informatica. Così invece di essere uno stimolo
dello sviluppo, come avviene in tutte le economie mondiali
che affrontano la globalizzazione come un'opportunità di
sviluppo, l'informatica pubblica frena gli slanci d'innovazione
del Paese. Tuttavia una presenza dell'It italiana nel panorama
mondiale è ancora possibile, ma occorre più mercato, più
innovazione, più domanda pubblica di qualità" è questo
in sintesi il messaggio lanciato dal Presidente di Assinform
Ennio Lucarelli nel presentare questa mattina a Milano
le anticipazioni del Rapporto Assinform 2008, sull'andamento
del settore Ict nel 2007.
"In tre anni, dal 2004 al 2007, l'It italiano
ha invertito il trend negativo, fino a superare con il 2%
di crescita raggiunto nel 2007, l'andamento del Pil fermatosi
all'1,5% - ha continuato Lucarelli - si è
trattato di uno sforzo notevole, ma ai ritmi attuali e nella
prospettiva di ulteriore rallentamento dell'economia, il
nostro divario con l'estero non solo non è destinato a ridursi,
ma rischia di approfondirsi. Nel 2007, infatti, il mercato
mondiale dell'It è cresciuto del 5,9%, quello
delle Tlc del 5,2% e gli investimenti in
infrastrutture di rete del 4,1%".
Secondo il presidente di Assinform, singole misure non risolvono
il problema, perchè in Italia, occorre cambiare condizioni
strutturali di contesto:"Il progetto Industria 2015,
che auspichiamo venga mantenuto dal prossimo Governo, rappresenta
una buona piattaforma di partenza, ma non basta". Lucarelli
ha concluso sottolineando che oggi accelerare sull'innovazione
"vuol dire valorizzare la presenza dello Stato come regolatore
e contemporaneamente promuoverne l'uscita dall'erogazione
dei servizi liberalizzando il settore; infrastrutturare
con reti avanzate il Paese con fibra ottica e mix di reti
mobile e wireless per sfruttare a pieno le enormi potenzialità
delle nuove tecnologie informatiche, web 2.0, enterprise
2.0, e-commerce , RFID; significa fare più ricerca e formazione
con scuole internazionali per creare figure professionali
specializzate capaci di operare globalmente. Infine modernizzare
la Pa sulla base della cultura del merito e dell'efficienza,
considerando che solo l'assunzione di questi principi potrà
garantire l'efficacia della digitalizzazione delle procedure
e delle applicazioni di e-government".
I dati in dettaglio
ICT: +0,9%
Nel 2007 il mercato aggregato dell'ICT (informatica
+ telecomunicazioni) ha raggiunto i 64.390 milioni di
Euro (+0,9%). Il minor dinamismo rispetto al 2006, quando
era cresciuto del 2%, è spiegabile soprattutto con la stasi
del comparto delle telecomunicazioni, tant'è che per il
secondo anno consecutivo le dinamiche appaiono rovesciate
rispetto al passato, con l'informatica a trainare e le telecomunicazioni
ad arrancare.
Il comparto delle telecomunicazioni (apparati, terminali
e servizi per reti fisse e mobili) si è mosso con lentezza
(+0,4%, contro il +2,1% dell'anno prima). Sostenuto dalla
sola componente dei servizi su rete mobile, non è andato
oltre ai 44.200 milioni di Euro.
Il comparto dell'informatica è invece cresciuto
del 2%, a quota 20.190 milioni, manifestando una maggiore
vitalità anche rispetto al 2006, quando già con una ripresa
dell'1,6% aveva confermato l'ingresso in un ciclo di moderata
crescita. Ciò è avvenuto grazie ancora e soprattutto alla
crescita della domanda di apparecchiature (hardware, + 4,8%),
cui ha molto contribuito la persistenza della domanda di
personal computer (+13,1% in unità e +5,5% in valore).
Nel complesso, in Italia la dinamica di crescita dell'ICT
è risultata ancora una volta al di sotto di quella rilevata
alla scala mondiale (+5,5%), nonostante l'interesse diffuso
all'information technology. Dal 2005 al 2007, la penetrazione
del cellulare nelle famiglie italiane è infatti passata
dall'80,8 all' 85,5%, quella del PC dal 43,9% al 47,8% e
quella di Internet dal 34,5% al 38,8%, lasciando intendere
che la cosa che manca è un quadro di riferimento che favorisca
l'uso dell'ICT in chiave di innovazione nel sistema produttivo.
Informatica + 2%
Nel 2007 il mercato italiano dell'informatica (IT) ha raggiunto
i 20190 milioni di euro in crescita del 2% sull'anno prima,
consolidando il recupero del 2006 (+1,6%) sull'onda del
mercato consumer e di una ripresa moderata, ma generalizzata
degli investimenti IT da parte delle imprese. E' una dinamica
apprezzabile, che però vede aumentare il divario (-2,7%,
contro il 2,1%) rispetto a quella dell'insieme dei paesi
europei (+4,7%), e che a differenza dello scorso anno tende
ad innestarsi in una fase congiunturale incerta.
Nel 2007 la domanda consumer è cresciuta del 10,5%, raggiungendo
una quota di mercato complessiva del 5,2% sulla spinta della
domanda di personal computer (PC). Su questo specifico mercato,
quello del PC, le famiglie hanno espresso una domanda pari
al 43% delle unità vendute nel 2007, contro 32,3% del 2006
e 25,2% del 2005, mostrando una progressione costante e
significativa.
Quanto alle imprese, cui è ascrivibile quasi il 95% del
mercato IT, è da rilevare che le dinamiche d'investimento,
per quanto contenute, sono state positive in tutte le
classi dimensionali. Sono infatti cresciuti sia gli investimenti
IT delle grandi imprese (10.873 milioni, +1,7%, contro l'1,3%
del 2006 e lo 0,9% del 2005), delle medie (4.767 milioni,
+1,9%, contro l'1,8%, del 2006 e l'1,7% del 2005) e anche
delle piccole (3.495 milioni + 0,6%, contro il modesto 0,3%
del 2006 e il calo dell'1,4% del 2005). Le dinamiche viste
cambiano di molto poco la ripartizione della domanda IT
per classi dimensionali d'impresa. Questa vede ancora largamente
al primo posto le grandi aziende, con oltre 250 addetti
(con una quota di mercato del 56,8%), seguite dalla medie,
con 20-249 addetti (24,9%) e dalle piccole sino a 49 addetti
(18,3%), con una domanda ancora proporzionalmente molto
inferiore al loro peso, sia in chiave di contributo al PIL
che di occupazione. Proprio quest'ultimo aspetto lascia
intravedere quali potrebbero essere le potenzialità di interventi
volti ad incrementare gli investimenti IT nell'impresa minore.
Lo spaccato della domanda per settori d'utenza conferma
il ruolo trainante delle banche ( 4.578milioni, +1,7%)
dell'industria ( 4.157milioni, + 2,0%) e delle aziende
della distribuzione e dei servizi ( 2.293milioni, +3,2%),
per l'effetto combinato di dinamiche e peso. Nel settore
pubblico la PAL ha fatto registrare progressi, mentre l'Amministrazione
Centrale ha fatto registrare un calo della spesa del 3.2%.
Per quanto riguarda l'offerta (hardware, software
e servizi e assistenza tecnica), la dinamica più favorevole
è stata ancora quella dell'hardware (sistemi, stampanti
e periferiche) con vendite pari a 5733 milioni, in crescita
del 4,8% (contro il 3,7% del 2006). A questo andamento ha
contribuito la buona performance dei PC che con 5.633.000
unità vendute è cresciuta in volumi del 13,1% e in valore
del 5,5%. Ancora nel caso dei PC, va rilevato come le vendite
di portatili (3.100.000 unità), dopo il sorpasso del 2006,
abbiano significativamente distanziato quelle dei desktop
(2.320.000) anche sommando a essi i PC server (213.000).
Più contenuta, è risultata la dinamica della componente
più importante ai fini dell'innovazione e dell'attività
delle imprese nazionali, quella del software e dei servizi
(13.642 milioni), in crescita dell'1,2% (contro l'1,1% dell'anno
prima). Ha concorso alla crescita soprattutto il comparto
del software (4325 milioni), che è cresciuto del 3,2%, mentre
l'altro comparto, quello dei servizi, che pesa per la metà
dell'intero settore IT, è cresciuto di poco (9317 milioni,
+0,3%).
Più in particolare, nel software tutti i comparti sono risultati
in crescita: software di sistema, 3,3%; middleware 6,1%,
software applicativo, +2,1%. Nel caso dei servizi (+0,3%),
le dinamiche più apprezzabili sono risultate, come già l'anno
prima, quelle dei servizi in outsourcing (+2,2%), dell'integrazione
dei sistemi (+1,1%) e della consulenza (+1,2%); in calo
quelle dei servizi di elaborazione dati (-3%) e di formazione
(-2,3%).
La terza e ultima componente d'offerta, quella dei servizi
di assistenza tecnica ha proseguito il suo trend di declino
fisiologico (815 milioni, -4.1%), senza influire più di
tanto sull'andamento complessivo del settore.
Telecomunicazioni: +0,4%
Il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali
e servizi per reti fisse e mobili) ha generato in Italia,
nel corso del 2007, un business di 44.200 milioni di
euro, in aumento dello 0,4% sul 2006. Rispetto all'anno
precedente, quando l'incremento era risultato del 2,1% è
stato registrato un rallentamento che di fatto ha reso statico
il mercato. Pesano la contrazione degli investimenti in
apparati e infrastrutture (9620 milioni, -0,7%) e il continuo
calo dei servizi su rete fissa, che cancellano quasi completamente
gli effetti della continua, anche se oramai attenuata, progressione
dei servizi su rete mobile, e della crescita dei servizi
a valore aggiunto su entrambe le reti, fissa e mobile.
Le telecomunicazioni mobili hanno generato una domanda
complessiva (infrastrutture, apparati, terminali e servizi)
di 24.070 milioni di euro, in crescita dell'1,8% (contro
+4,5% del 2006), mentre le fisse sono scese a 20.130 milioni
(-1,3%, dopo il -0,4% del 2006).
Nel 2007 le linee mobili sono ancora cresciute pur da una
base già molto elevata, risultando ben 90,7 milioni (+10,8%)
e con un incremento di poco inferiore a quello del 2006
(+13,4%) sulla spinta di campagne commerciali molto aggressive,
e sorprende anche che risulti ancora in aumento (2,2%) il
numero degli utenti attivi,pari a 45,9 milioni. Quest'ultimo
dato è quello che più spiega la crescita del business complessivo
del mobile, visto che gli investimenti in infrastrutture
non progrediscono e che la spesa unitaria per utente attivo
è cresciuta solo dello 0,4%, contro il 3,9% dell'anno prima.
Evolve comunque anche l'uso delle comunicazioni mobili,
visto che la stessa spesa unitaria per utente attivo vede
calare del 4% i servizi voce e crescere i servizi a valore
aggiunto (SMS, MMS, collegamenti Internet su rete mobile),
che attualmente pesano in valore per più di un quarto (4845
milioni) del totale della spesa in servizi mobili, risultata
nel 2007 pari a 18.510 milioni e in aumento del 2,6%
Sul fronte delle telecomunicazioni fisse, anche la
componente di servizio si è contratta, risultando pari 16070
milioni (-1,5%) e proseguendo in un trend fisiologico
in rapporto alla crescita delle mobili. Il dato complessivo
evidenzia, come già negli ultimi anni, un calo pronunciato
nelle componenti più mature - voce (9.010 milioni, -5,1%)
e trasmissione dati (1.250, milioni, - 6%) - solo parzialmente
compensato dalle componenti legate ai servizi a valore aggiunto
(3.030, +3,8%) e alle connessioni Internet (2780 milioni,
+8,2%). Quanto a queste ultime, è positivo l'incremento
del numero di accessi ad alta velocità, risultati a fine
2007 pari a 10,1 milioni (18,7%), 9,8 dei quali in modalità
xDSL (+19,2%) e di circa 340mila su fibra ottica (+5,6%).
Infine, e ancora per le telecomunicazioni, l'ultima notazione
riguarda la ripartizione della domanda (al netto della componente
infrastrutturale) fra famiglie e imprese. Il peso della
domanda consumer, già prevalente, è cresciuto ancora, risultando
pari a poco meno del 64% (contro il 62,7 del 2006 e il 62,1%
del 2005). Questo per effetto di una domanda espressa dalle
famiglie, che nel 2007 è cresciuta del 2,9% attestandosi
25.415 milioni, mentre quella dell'utenza business è scesa
del 2,3%, a quota 14.385 milioni, confermando una tendenza
di lungo periodo legata in parte all'adozione di soluzioni
di fonia su IP in parte alla rivisitazione al ribasso delle
tariffe per servizi fissi e mobili.
ICT: le previsioni per il 2008
Per il 2008 si stima una crescita del mercato ICT
(aggregato informatica e telecomunicazioni) dell'ordine
dell'1,9%, di un punto percentuale in più rispetto
al 2007. Il relativo miglioramento porterà il mercato ICT
al valore complessivo di 65.643milioni, ma si confronterà
però con tassi più sostenuti attesi in tutti i paesi guida
dell'Europa, e sarà più che altro funzione di una ripresa
sul fronte delle telecomunicazioni. Infatti per queste ultime
è prevista una crescita del 2,1%, mentre per l'informatica,
l'attuale situazione congiunturale lascia presagire una
crescita lievemente inferiore a quella del 2007 e pari all'1,6%.
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