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Convegno di presentazione del 36esimo Rapporto Assinform su Informatica,
Telecomunicazioni e Contenuti Multimediali (ICT) in Italia

MERCATO ICT ANCORA INCERTO:
TRE PROPOSTE PER STIMOLARE INVESTIMENTI CHIAVE PER IL PAESE

Milano, 6 giugno 2005

Nel 2004, il mercato ICT è cresciuto dell’1,5 %, contro il 5,9% nel mondo e il 3,4% in Europa, e la componente informatica è calata dello 0,4%, contro una crescita europea del +2,4%. Il primo trimestre 2005 mostra segni di ripresa grazie soprattutto alla telefonia mobile, ma l’informatica resta al palo e conferma ritardi da correggere.

Assinform (Associazione Nazionale Produttori Contenuti, Tecnologie e Servizi per l'Informazione e la Comunicazione) ha colto l’occasione del Convegno di presentazione Rapporto Annuale sull'Informatica, le Telecomunicazioni e i Contenuti Multimediali (ICT) per evidenziare il ritardo che l’Italia sta accumulando negli investimenti ICT e per formulare tre proposte di rilancio, a vantaggio dell’intero sistema produttivo. Esse sono state poste al centro di un dibattito cui partecipano anche il Ministro per l'Innovazione Lucio Stanca, il Ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi e l’Amministratore Delegato di Consip, Ferruccio Ferranti.

Il Rapporto - giunto alla 36esima edizione e pubblicato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministriha posto in luce una situazione non facile per la spesa e gli investimenti in informatica e telecomunicazioni nel nostro Paese.

Più in particolare, nel 2004:

  • il mercato ICT (informatica + telecomunicazioni) ha espresso un business di 61.180 milioni di Euro, con un incremento dell’1,5 % sul 2003, contro il 5,9% mondiale e il 3,4% in Europa;
  • le telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) hanno generato un business di 41.860 milioni, in aumento del 2,4% sul 2003, contro una crescita europea del 4%;
  • l’informatica ha generato il restante business di 19.320 milioni, in calo dello 0,4 %, meno brusco dell’anno prima (-3,2%), ma confermando un gap sfavorevole rispetto all’insieme dei paesi europei (+2,4%), asiatici, (+5,8%) e agli USA (+4,6%).

Nei primi tre mesi del 2005:

  • il mercato ICT ha mostrato cenni di ripresa (+ 3,7% sul primo trimestre 2004), ma sbilanciata sulle telecomunicazioni (+5,1%), e più che altro per effetto della spinta della telefonia mobile (+13,8%);
  • l’informatica, in cui prevale la componente di investimento da parte delle imprese, è invece rimasta al palo (+0,5%), mostrando solo l’arresto di una flessione iniziata nel 2002.

"Stiamo accumulando ritardi non irrimediabili, ma preoccupanti. Abbiamo una spesa ICT pro-capite di 1.064 Euro, contro una media europea di 1.487 e una americana di 2.240. Sono evidenze che non possono essere ridotte a questioni di settore.- ha dichiarato il Presidente di Assinform, Pierfilippo Roggero. – I paesi che più investono in ICT, innovando processi e servizi, sono anche quelli più competitivi e in crescita. Da qui le tre proposte Assinform per stimolare e orientare all’innovazione di sistema, un nuovo ciclo di investimenti ICT".

 

Più in particolare, Assinform propone:

  1. sul fronte delle politiche per lo sviluppo, di guardare in modo nuovo ai progetti strategici per il made in Italy e per la competitività del sistema – turismo, logistica/trasporti, sanità, tessile, ecc. - stimolando l’utilizzo delle tecnologie ICT per innovare i processi aziendali e di filiera;
  2. sul fronte della Pubblica Amministrazione, di ridare impulso all’ammodernamento dei processi e dei servizi attraverso l’ICT. Non solo dando continuità ai piani di e-government, ma anche incentivando il project financing, attraverso iniziative miste pubblico-privato per l’erogazione di nuovi servizi in rete ai cittadini, ai contribuenti e alle imprese.
  3. sul fronte della politica industriale per il settore ICT, di stimolare la collaborazione tra aziende al fine di: promuovere attività di sviluppo su più ampia scala, realizzare soluzioni di punta ed esportabili, incoraggiando i gruppi esteri del settore, più radicati in Italia, a rimanere.

"È importante creare condizioni che incoraggino l’economia italiana a investire di più in ICT, dall’Amministrazione Pubblica alle piccole imprese, per innovare i processi e fare sistema - ha affermato Roggero - Così come è strategico incoraggiare le imprese innovative del settore, aiutandole a uscire dai confini nazionali."

"La difesa più immediata dalla concorrenza dei paesi asiatici deve accompagnarsi alla ricostruzione di un’economia che possa far emergere le eccellenze del nostro sistema produttivo - ha concluso Roggero - Ci vuole l’impegno di tutti, delle istituzioni, degli imprenditori, delle banche, delle stesse aziende ICT, e per un arco temporale di almeno 5 anni".

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IL MERCATO ITALIANO DELL’ICT

"Il mercato italiano dell’ICT ha mostrato qualche cenno di ripresa nei primi mesi del 2005, ma solo sul fronte delle telecomunicazioni. Nell’informatica i segnali sono ancora troppo timidi e resta una sostanziale incertezza, alimentata anche da una congiuntura difficile - ha commentato Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting, la società di ricerca che collabora con Assinform al monitoraggio del mercato ICT - L’auspicio è che il nuovo modello di fruizione dell’ICT che va emergendo, e che già vede il ruolo trainante dei servizi su banda larga, si combini al più presto con condizioni che favoriscano la ripresa degli investimenti."

Nel 2004, l’ICT ha sofferto, per il terzo anno consecutivo, di una sostanziale stagnazione. L’intero mercato, e cioè l’aggregato informatica e telecomunicazioni è risultato pari a 61.180 milioni (+ 1,5 %). Il comparto delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) è cresciuto, anche se di poco, raggiungendo i 41.860 milioni (+2,4 %), mentre la domanda di informatica è risultata ancora molto fiacca. Essa è infatti non ha superato i 19.320 milioni, in calo dello 0,4 %: meno dell’anno prima (-3,2%), ma con un’ancora minore partecipazione delle tante PMI sulle quali si fonda il nostro sistema produttivo.

Telecomunicazioni: su, grazie al cellulare

Per le telecomunicazioni, la dinamica riscontrata (+2,4%) è dovuta ancora una volta alla spinta del "cellulare", che nel 2004 ha generato una domanda complessiva (apparati+ servizi+ terminali di 22.063 milioni, in crescita del 4,9% (+6,7% nel 2003), contro i 19.797 milioni della fissa. Quest’ultima, dopo anni di calo è rimasta stabile (-0,2% nel 2004, a fronte del – 3% del 2003), grazie anche alle connessioni Internet. Le linee mobili sono ancora cresciute (+10,5%) superando i 62,7 milioni per 42,7 milioni di utenti effettivi (+2,6%), pari a quasi il 75% della popolazione.

Informatica al palo: le imprese investono poco e i prezzi dei sistemi calano

Nell’informatica (-0,4%) si sono visti gli effetti della modesta propensione all’investimento delle imprese. Solo la domanda delle famiglie ha mostrato effervescenza, risultata di 826 milioni (+ 4,4% contro il -3,5% dell’anno prima), mentre quella delle piccole imprese si è attestata a 3.516 milioni (-3,3% dopo -4,5% dell’anno prima), e quella delle medie e delle grandi è rimasta statica (rispettivamente a 4521 milioni, dopo il -3,0% dell’anno prima; e di 10.471 milioni dopo il -2,8% del 2003). Per quanto riguarda le componenti d’offerta, sono risultate in calo sia quella dei servizi di assistenza tecnica (915 milioni, -3,2%) che del software e dei servizi (13.280 milioni, -0,7%), e solo quella dell’hardware è tornata a crescere (5.125 milioni, +1%) scontando però un calo dei prezzi unitari che ha letteralmente annullato gli effetti del forte recupero in volumi, tant’è che le vendite di PC (3.620.000 unità) sono cresciute del 16,7% in volumi, ma solo del 2,5% in valore.


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Stefania Follador
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