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Milano,
29 settembre 2009 - "La
crisi che ha investito l'economia alla fine del 2007, si
sta ormai rovesciando sull'Information Technology italiana
in termini molto più pesanti e veloci del previsto. In sei
mesi la domanda di tecnologie informatiche è diminuita del
9%, un risultato che rappresenta la peggiore performance
semestrale dal 1991 a oggi. L'arretramento riguarda tutti
i comparti dall'hardware, al software ai servizi e tutti
gli utilizzatori, dalle imprese, alla Pa, alle famiglie.
Le nostre stime sull'occupazione indicano che, con questo
trend, a fine anno saranno 20.000 i posti di lavoro persi.
Il quadro è allarmante: fotografa un Paese che sembra stia
decisamente rinunciando a investire in innovazione e, di
fronte alla crisi, si difende ripiegando su stesso. Ma così
facendo stiamo anche allontanando i tempi della ripresa
e restringendo il ventaglio delle possibilità di crescita
della nostra economia." Non ha usato mezzi termini il
presidente di Assinform, Paolo Angelucci nel presentare
oggi a Milano i risultati registrati dal mercato italiano
dell'Information Technology nel 1° semestre 2009, confermati
anche dall'Indagine Congiunturale Assinform sulle imprese
associate.
D'altro canto i dati parlano chiaro
e dimostrano come i settori dell'innovazione tecnologica
siano ormai entrati in piena crisi. Nel suo complesso il
mercato dell'ICT (Informatica + Telecomunicazioni) , attestato
a 30.347 milioni di euro, nel primo semestre 2009 ha subito
un calo del -4,5%, assai più pronunciato di quello registrato
nel primo semestre del 2008, quando, dopo anni di crescita,
si era contratto del -0,6%. Se le TLC sono scese di - 2,5%
rispetto al semestre corrispondente dell'anno prima, la
frenata maggiore l'ha subita il mercato dell'informatica,
con un decremento del 9%, che ha significato passare dai
10.049 milioni di euro a non oltre i 9.142 milioni. Al suo
interno, l'hardware ha registrato il calo più pesante: -15,7%
(per la prima volta dopo trenta anni i Pc hanno invertito
la marcia in salita, passando dal + 25,8% di crescita registrato
nel 1°semestre 2008 sul 2007, a -0,1% nel 1°semestre 2009
sul 2008). Ma altrettanto preoccupante è il dato sul software,
sceso del 4,1%, e sui servizi informatici, solitamente più
lenti a reagire, che invece hanno subito un calo di - 7,3%.
La conferma arriva anche
dall'indagine congiuntale Assinform, che mette a confronto
le risposte di un campione di aziende It a febbraio e luglio.
Rispetto a febbraio il peggioramento del fatturato a luglio
riguardava il 53,5% del campione (a febbraio il 44,4%),
quello degli ordinativi il 54% (a febbraio era il 44,4%).
Quanto all'occupazione la crisi sta colpendo soprattutto
il segmento dei consulenti esterni, che è in peggioramento
per più del 64% del campione (a febbraio interessava il
55,5%).
"Per limitare i danni,
soprattutto all' occupazione, che in questo momento è la
priorità assoluta, Assinform propone sei linee di intervento
- ha affermato il presidente di Assinform - Innanzitutto
riteniamo essenziale il ruolo delle banche, alle quali chiediamo
di rafforzare il credito all'innovazione. Occorre, infatti,
sostenere da una parte le aziende IT che si impegnano a
mantenere la propria occupazione, dall'altra le aziende
industriali e dei servizi che intendono investire in IT.
Dalla nostra indagine congiunturale è emerso che è aumentato
del 25% il nucleo di aziende che hanno previsto nei loro
budget lo sviluppo di nuovi progetti IT. Queste imprese
non vanno lasciate sole, perché rappresentano un motore
di spinta per la ripresa. Per quanto riguarda le altre proposte,
rivolte alle istituzioni, le prime due sono a costo zero
per le finanze pubbliche. Si tratta da una parte di imprimere
una forte accelerazione della spesa pubblica già stanziata
dalle amministrazioni, sia sotto forma di progetti, che
appalti e gare; dall'altra di puntare a un miglior utilizzo
delle risorse già disponibili per la formazione, rivedendo
e semplificando le regole con particolare riguardo alla
formazione degli inoccupati. Questi interventi consentirebbero
alle imprese IT di far fronte alla loro più grave preoccupazione:
conservare il proprio capitale umano, che rappresenta il
maggior patrimonio del settore e la cui preparazione richiede
notevole impegno di tempo e costi. Le altre due proposte
sono a bassa intensità di spesa. L'una riguarda la messa
in campo di incentivi per le imprese dedicati alla rottamazione
dei vecchi software. L'obiettivo è sia stimolare la domanda
di innovazione, che promuovere l'ammodernamento dei processi
di gestione delle nostre imprese, in particolare delle Pmi,
con conseguente crescita della loro competitività. Con l'ultima
proposta, ma non meno importante, Assinform chiede al Governo
che si proceda al finanziamento, come già annunciato dal
Ministro dell'Industria, del progetto IT di Industria 2015,
destinato a migliorare la qualità e competitività dello
stesso made in Italy tecnologico".
"Dobbiamo essere consapevoli
- ha concluso Angelucci - che dietro questi dati vi è
la crisi di un settore come l'IT, che con le sue 97.000
imprese e 390.000 addetti, costituisce una delle più rilevanti
realtà industriali del Paese e uno dei primi settori dell'Information
Technology in Europa. Quarto per produzione di valore aggiunto,
pari al 2,8% del Pil, è il settore economico che, in Italia,
vanta il primato di occupati laureati: pari al 30% dei suoi
addetti, presentando il più elevato rapporto capitale umano
per unità prodotto. Questi numeri rivelano che esiste un
made in Italy tecnologico, con un rilevante peso economico
e culturale nel Paese, al quale, tuttavia, non corrisponde
altrettanto peso politico. Ma l'IT che licenzia significa
perdita di cervelli e di alte professionalità; il taglio
di spese e investimenti in tecnologie informatiche significa
arretramento nel processo di modernizzazione, abbassamento
delle capacità competitive e di reazione dell'intera economia.
Perciò, considerata l'estrema pervasività delle tecnologie
informatiche, l'impatto della crisi che investe l'Information
Technology va valutato ben al di là dei perimetri del settore,
come un impoverimento qualitativo dell'intero Paese".
Il mercato italiano dell'ICT
in dettaglio
Il perdurare della crisi economica mondiale ha trovato evidenza
in Italia anche nel primo semestre del 2009. Il secondo
trimestre ha evidenziato un modesto ricupero sul primo per
i consumi (-1,8%), ma non per tutte le altre voci chiave:
PIL (-6,0%), investimenti fissi lordi (-21,1%) ed esportazioni
(-23,9%). E' così continuata la discesa rispetto a un primo
trimestre già critico, determinando una situazione difficile
per la domanda di prodotti e servizi ICT.
Il mercato dell'ICT -
Informatica (IT) e Telecomunicazioni (TLC) - si è attestato
nel primo semestre 2009 a 30347 milioni di Euro, con un
calo (-4,5%) assai più pronunciato di quello registrato
nel primo semestre del 2008, quando, dopo anni di crescita,
si era contratto del -0,6%). La frenata rispetto al 2008,
è spiegabile da un rallentamento in entrambe le componenti,
ma assai più pronunciato per la componente informatica.
Il mercato dell'informatica
non è infatti andato oltre a 9142 milioni, ed è risultato
in calo del 9% (la peggiore performance semestrale dal 1991
ad oggi). Hanno rallentato tutte le componenti (hardware,
software, servizi e assistenza tecnica), con una punta negativa
molto pronunciata per l'hardware (-15,7%).
Il comparto delle telecomunicazioni
(infrastrutture, terminali e servizi per reti fisse e mobili)
è risultato pari a 21205 milioni, in calo del 2,5% rispetto
al semestre corrispondente dell'anno prima, mostrando per
la prima volta pesantezza anche sul fronte dei servizi di
fonia mobile (-1,2%).
Informatica
-9%
Nel primo semestre 2009 il mercato italiano dell'informatica
(IT) ha raggiunto i 9142 milioni di euro, con un calo del
9% sul primo semestre 2008, quando ancora risultava in crescita
dell'1,3%. Il dato si spiega con la netta contrazione degli
investimenti fissi nelle imprese, e solo parte con la tendenza
al downpricing. Quest'ultimo ha peraltro spinto la domanda
di PC delle famiglie (+8,2% in unità) che, per quanto vivace
ha solo smussato un caduta trainata dalla domanda business.
Più in particolare, l'andamento
del mercato IT per settori d'offerta (hardware, software
e servizi e assistenza tecnica) ha mostrato cali in tutte
le componenti: servizi (4377 milioni, -7,3%), software (1954
milioni, -4,1%), assistenza tecnica ( 348 milioni, -6,2%),
e soprattutto l'hardware (sistemi medi e grandi, personal
computer, stampanti, sistemi di storage, e altre apparecchiature)
che non ha superato la soglia 2463 milioni, con un calo
del 15,7%.
Nell'hardware e nel primo
semestre 2009, anche il mercato dei personal computer ha
perso smalto. La domanda di PC in unità si è infatti attestata
a 3.178.000 pezzi (-0,1%), per la prima volta stazionaria
dopo quasi trent'anni di crescita a due cifre. Questo nonostante
l'incremento delle vendite alle famiglie (775.000 pezzi,
+8,2% rispetto al primo semestre 2008), che non ha compensato
il calo di vendite alle imprese e alla PA (2.403.000 pezzi,
-2,5%). Da segnalare è tuttavia il continuo progresso dei
portatili, che pesano oramai per il 70,4% delle vendite
complessive di PC in unità, mentre nel primo trimestre del
2001 coprivano una quota di mercato non superiore al 26%.
Anche nel software (1954
milioni, -4,1%), tutte e tre le componenti di mercato sono
apparse in calo - software applicativo, -4,8%), middleware,
-2%; software di sistema, -5,5% - e con progressioni di
segno contrario rispetto a quelle del primo semestre del
2008.
Scenario analogo anche nei
servizi (4377 milioni, - 7,3%), che pesano per la metà del
mercato IT e contribuiscono in misura importante all'occupazione
qualificata. Anche in questo comparto tutte le componenti
hanno infatti mostrato cali rispetto al primo semestre dello
scorso anno: -4,5% per i sistemi embedded; -12,2% per i
servizi di elaborazione; - -10,8 per la formazione; - 5,2%
per la systems integration; -4,9% per l'outsourcing, -5%
per la consulenza; -11,2% per lo sviluppo e manutenzione
applicativa.
Telecomunicazioni: -2,5%
Nel primo semestre 2009
il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali
e servizi per reti fisse e mobili) ha generato in Italia
un business di 21.205 milioni di euro, in calo del 2,5%
sul primo trimestre del 2008, quando già era risultato in
calo dell'1,4%. Ha pesato molto nel dato il calo (quasi
doppio rispetto a quello dell'anno prima) del comparto delle
fisse (9.800 milioni, -4,4%), accompagnato da un calo (sempre
con riferimento all'insieme di apparati terminali e servizi)delle
mobili (11.405 milioni, -0,7%).
La scomposizione del mercato
totale per le due macrocomponenti, investimenti e servizi,
mostra una minore sofferenza per i servizi (16895 milioni,
- 1,7%) e i terminali (2.540 milioni, -2,7%), e una sofferenza
più accentuata e oramai perdurante per i sistemi e le infrastrutture
(1.170 milioni, -8,8%)
Nei servizi, in particolare,
solo i VAS mobili (2.545 milioni, +6,5%) che comprendono
anche SMS, MMS e altri servizi dati e Internet su rete mobile
risultano in crescita. Tutte le altre componenti risultano
in calo, compresa anche quelle della fonia su rete mobile
(6.490 milioni, -1,2%, per la prima volta in calo dal debutto
del cellulare in Italia), dei VAS su rete fissa (1.660 milioni,
- 6,2%)e dei servizi su rete fissa (6.200 milioni, -4,0%),
comprensivi non solo di voce, ma anche di accessi a Internet.
Sul rallentamento dei servizi
su rete mobile hanno influito per la prima volta l'interruzione
della crescita delle linea attive (91 milioni, fra abbonamenti
e carte prepagate, -0,6% nel primo semestre 2009, contro
il + 6,6% del periodo corrispondente dell'anno prima) e
la raggiunta stabilità del numero di utenti attivi (46,2
milioni, +0,4%, contro il + 2,1% dell'anno prima)
Le note positive vengono
dalla diffusione degli accessi Internet a banda larga, che
interessa ora 12.055.000 utenti (+12,2% rispetto al primo
semestre del 2008), per il 97% connessi con tecnologie XDSL
e per il 3% in fibra ottica.
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i dati
Ufficio Stampa Assinform:
Stefania Follador - Resp.
Ufficio stampa Assinform - Tel. 3465003534
Anna Borioni – Ufficio Stampa Assinform Roma - Tel. 3471409877
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