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Milano,
24 maggio 2010 –
"La buona notizia è che dopo il pesante calo di
-8,1% nel 2009, nel primo trimestre del 2010 abbiamo finalmente
potuto rilevare i primi segnali di ripresa della domanda
It. Il decremento di - 2,9% a fine marzo segnala, infatti,
un recupero di quattro percentuali rispetto al -6,8% registrato
nello stesso periodo del 2009. Ma, fatto ancora più rilevante,
è che la spinta maggiore deriva da investimenti in nuovi
progetti IT da parte di aziende manifatturiere e dei servizi.
Si tratta, ben inteso, di un fenomeno ancora molto fragile,
che riguarda prevalentemente le imprese di medie dimensioni,
più aperte ai mercati esteri. Tuttavia evidenzia un cambio
di strategia: numerose aziende italiane ormai considerano
l'IT non solo come strumento per ridurre i costi aziendali,
ma soprattutto come investimento chiave per riavviare e
consolidare il percorso di crescita. Le cattive notizie
riguardano il peggioramento dell'occupazione nel settore
IT, soprattutto per consulenti e lavoratori indipendenti,
riflesso dei forti tagli operati sulla spesa in informatica
nel 2009 da tutti i settori dell'economia italiana; la continua
discesa degli investimenti in It della Pa, che pesa negativamente
sul processo di modernizzazione; l'approfondimento del nostro
gap tecnologico con l'estero, che ci porta a essere ultimi
fra i principali paesi nella spesa in Information Technology,
penalizzandoci sul piano della competitività" - ha esordito
così Paolo Angelucci Presidente di Assinform nell'introdurre,
questa mattina a Milano, i lavori del convegno di presentazione
del Rapporto Assinform 2010, al quale hanno partecipato
Giancarlo Capitani Amministratore Delegato NetConsulting,
Alberto Meomartini, Presidente Assolombarda, Massimo
Messina, co-responsabile direzione IT BNL-BNP Paribas,
Alessandro Musumeci, Direttore Centrale Sistemi Informativi
delle Ferrovie dello Stato, Carlo Privitera, Chief
Information Technology Officer di Luxottica.
"Se
ormai è diffusa la convinzione che il Paese ha bisogno di
ritrovare in fretta la via della crescita - ha proseguito
Angelucci - bisogna essere altrettanto consapevoli che
l'accelerazione può avvenire solo dagli investimenti in
Information Technology, puntando su progetti mirati all'efficienza
e allo sviluppo delle capacità di business delle imprese.
Molte aziende del Made in Italy lo hanno capito. Assinform
sta cercando di fare la sua parte per sostenere l'innovazione.
Da un lato lavoriamo per la qualificazione e lo sviluppo
dell'offerta promuovendo la capitalizzazione delle imprese
IT, dall'altro, grazie al recente accordo con Banca Intesa
e Mediocredito Italiano, che ha portato alla disponibilità
di un plafond da un miliardo di Euro, vengono sostenute
le aziende manifatturiere e dei servizi che vogliono investire
in nuovi progetti IT".
"Gli
investimenti informatici sono cruciali anche per lo Stato
- ha concluso il presidente di Assinform - perciò
chiediamo al Governo e al Parlamento di adottare anche per
la Pa la logica dei cosiddetti tagli intelligenti sulle
spese improduttive. In un periodo così drammatico sul fronte
dei conti pubblici, appare miope continuare a tagliare indistintamente
la spesa in IT, quando si tratta di un investimento indispensabile
proprio per tenere sotto controllo la stessa spesa pubblica,
migliorare l'efficacia della Pa e sviluppare i nuovi servizi
digitali per imprese e cittadini. Nè lo Stato può rinunciare
al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi
significa mettere al centro della politica economica il
sostegno all'innovazione. Su questo fronte è fondamentale
poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi
come Industria 2015 per l'IT, come i progetti per l'e-government
e per l' infrastrutturazione digitale del Paese".
I
dati
La tendenza
alla ripresa degli investimenti IT è confermata dall'indagine
congiunturale Assinform - realizzata ad aprile - che ha
rilevato come, per il 40% delle imprese informatiche, l'andamento
degli ordinativi sia migliorato o molto migliorato (mentre
a febbraio 2009 le imprese che davano gli ordini in miglioramento
non erano più del 19%); che gli stessi budget IT delle aziende-clienti,
risultano in crescita per il 22%, nel caso della spesa corrente
(17,8% l'anno prima), e soprattutto, per quanto riguarda
gli investimenti per nuovi progetti, ben il 54% delle imprese
intende svilupparne di nuovi, contro il 20% dell'anno prima.
Tuttavia il miglioramento degli ordinativi sembra essere
a vantaggio soprattutto delle imprese IT di dimensione maggiore,
mentre il 40,9% delle piccole e il 50% delle medie valuta
l'andamento degli ordinativi in peggioramento.
Sul
fronte dell'occupazione le rilevazioni Assinform indicano
per i lavoratori dipendenti una situazione di relativa stabilità
(dal 64,9% al 70,2% ), che tuttavia non riguarda le medie
aziende IT comprese tra 50 e 249 addetti, in cui, rispetto
a febbraio 2009, si segnala un peggioramento . Ancor più
negative appaiono le rilevazioni sui consulenti, dove le
percentuali di risposte che indicano un peggioramento sono
rilevanti sia nelle medie aziende IT (50%) che nelle grandi
(61.2%).
D'altro
canto il Rapporto Assiform evidenzia come i tagli sulla
spesa It, che nel 2009 sono stati complessivamente dell'ordine
di - 8,1% (+ 0.8% nel 2008), facendo scendere il volume
del mercato a 18.686 mlioni di euro (20.343 mln nel 2008),
abbiano interessato in modo consistente tutti i settori
dell'economia italiana. Rispetto all'anno precendente
il mercato IT del segmento industria è calato del - 9,5%
(+1,8% nel 2008), quello delle banche del -10,4% (1,2%),
delle Tlc e media del -9,4% (-2,1%), del mercato consumer
del -6,2% (+4,4%), dei trasporti del -7,7% (-1,4%), della
distribuzione e dei servizi del -7,5% (+1,3%).
Particolarmente
preoccupante la situazione della Pa, già da alcuni anni
interessata da un processo di decrescita degli investimenti
in IT, che si riflette nei ritardi del processo di modernizzazione,
nella difficoltà a far decollare i servizi digitali e a
trovare più elevati standard di efficienza. Nel 2009 la
spesa IT ha subito un calo di - 4,3% (-2,2% nel 2008), la
Pal -5,1% (+0,7%), la sanità -3,7% (+2,1%). Nel 2009 la
spesa pubblica IT si è attestata alla modesta cifra di 2.297
milioni di euro (è esclusa la difesa, la cui spesa, diminuita
del 9,4%, ammonta a 533 milioni di euro).
Il
confronto con l'estero indica come nel 2009 il gap tecnologico
italiano si sia notevolmente approfondito rispetto ai principali
paesi. Il mercato IT italiano si è contratto di più
del mercato mondiale (-5,4%) e dei mercati dei paesi con
cui competiamo: Usa -6,1%, UK -6,7%, Germania -4,5%, Francia
- 3,4%. Hanno fatto peggio di noi solo la Spagna a -9,1%
e il Giappone a -8,7%. Oggi siamo invece ultimi nella classifica
sull'intensità di spesa IT. Con un rapporto spesa IT/Pil
pari a 1,9% e spesa IT/procapite pari a 316 $, siamo dietro
a Usa (4,0% e 1411$) Giappone (2,3%, 838$), Germania (3,4%,
880$), Regno Unito (3,3%, 972$), Francia (3,4%, 856$), Spagna
(2,0%, 316$).
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