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Milano/Torino,
27 maggio 2009 - La crisi
globale incalza e l’Italia blocca la sua modernizzazione,
rischiando di bruciare i germi della sua rinascita. E’ questo
il quadro che delinea il Rapporto Assinform 2009, giunto
all’importante traguardo della quarantesima edizione e presentato
oggi a Torino nell’ambito del Tosm (Salone professionale
dell'ICT). “La discesa della domanda d’Information Technology
a -5,9%, che come indicano le nostre stime registreremo
a fine 2009, salvo correzioni in corso d’opera, rappresenterà
il peggior risultato dell’informatica italiana nella sua
storia” ha affermato senza giri di parole il Presidente
di Assinform Ennio Lucarelli, nella sua relazione di apertura
al convegno a cui hanno preso parte Luigi Mastrobuono Capo
di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico, Renato
Bellavita, vice Presidente della Sezione Ict dell’Unione
Industriali di Torino, Carlo Bonomi Presidente del Terziario
di Assolombarda, Giancarlo Capitani, AD di NetConsulting.
D’altro canto i numeri parlano chiaro: il taglio dei budget
It riguarda tutti i settori economici e la Pubblica Amministrazione.
I cali sono profondi nei maggiori compratori di It, come
le banche che tagliano di -9% e le aziende industriali di
- 4,9%. La scure cala anche nei settori più innovativi,
come le Tlc che scendono a -11% e i Media a -8,1%, entrambi
eredi di un trend in rallentamento dovuto ai fenomeno di
razionalizzazione. Tagli sull’innovazione anche da parte
di quei settori che avrebbero maggiormente bisogno di interventi
di modernizzazione: per i Trasporti la domanda It scende
di -7,0%, Distribuzione - 6,5% , Assicurazioni -2,9%. Anche
la spesa consumer non sfugge alla mannaia e nel 2009 passerà
a registrare, dopo il boom degli ultimi anni, un segno negativo,
dell’ordine di -3,5%. Per la Pubblica Amministrazione continua
la discesa della spesa già registrata negli anni scorsi,
ma con la novità del tasso negativo segnato per la prima
volta dagli Enti Locali, dell’ordine di -1,7%. Sempre in
ambito pubblico si salvano le utilities, per le quali si
valuta una crescita della spesa It dell’ordine di +3,8%.
Il mistero è in gran parte spiegato dal mercato protetto
in cui operano queste aziende, sostenuto da regimi di monopolio
ancora in atto.
“Se
è inevitabile che di fronte alla crisi dei mercati, imprenditori
e amministratori si preoccupino di limitare i costi – ha
commentato Lucarelli - dobbiamo essere consapevoli che tagliando
sull’innovazione stiamo approfondendo il nostro ritardo
rispetto ai paesi concorrenti e compromettendo così proprio
le possibilità di riprendere a crescere e a competere”.
Nel
2008, la domanda mondiale It ha segnato una crescita globale
del 4,8% appena un punto in meno dell’anno prima, con il
mercato Usa a + 3,3%, l’Europa + 3,8%, l’area Asia-Pacifico
+ 7,2% e il complesso dei paesi del resto del mondo +9,3%.
Nel confronto europeo, la dinamica del mercato italiano
dell’It (+0,8%) è risultata inferiore a quelle di Regno
Unito (+3,2%), Germania (+3,4%), Francia (+3,4%) e Spagna
(+4,9%).
“In
realtà la crisi sta mettendo a nudo l’estrema debolezza
dell’altalenante politica per l’innovazione in l’Italia
– ha sottolineato il Presidente di Assinform - Per il settore
privato esistono ben pochi incentivi all’innovazione, mentre
l’approfondirsi dei tagli alla spesa pubblica in It renderà
ben più difficile portare avanti il piano per l’e-Government
e si rifletterà in termini negativi direttamente sui servizi
ai cittadini e sulla semplificazione nei confronti delle
imprese.
Al
Governo Lucarelli ha chiesto una decisa svolta sull’innovazione
con urgenti contromisure: detassazione degli utili delle
imprese investiti in innovazione digitale; incentivi all’innovazione
inseriti in ogni iniziativa del piano anticrisi; fondi nazionali
Fas (Fondo Aree Sottoutilizzate 2009-2011 circa 14 mld su
cui deciderà il Cipe nella prossima riunione) per finanziare
Industria 2015 da cui far partire l’atteso progetto It e
lanciare nuovi programmi, in particolare il Piano e-Government
2012, il Fondo Ricerca e Competitività; un impegno sullo
sviluppo dell’e-commerce che aiuti le Pmi italiane ad affrontare
nuovi mercati; la ripresa della strada delle liberalizzazioni
e del superamento dei monopoli.
“Proprio
in questo periodo di crisi- ha concluso il Presidente di
Assinform - non possiamo permetterci di fermarci sull’innovazione.
Sostenere e rafforzare l’Information Technology è un obiettivo
strategico per il nostro Paese, perché un suo forte arretramento,
come quello che si prospetta per l’anno in corso, porterà
come inevitabile conseguenza un aumento delle difficoltà
del sistema economico italiano di contrastare la crisi e
tornare a competere. Al contrario dare il via oggi alla
creazione di servizi e prodotti di nuova generazione e far
maturare nuove professionalità, significa immettere nell’economia
italiana gli strumenti più efficaci per produrre accelerazione
della crescita e nuove capacità competitive”.
I dati in dettaglio
Il mercato dell’ICT nel mondo, in
Europa e confronti internazionali
Le criticità dello scenario economico hanno contribuito
a rallentare progressivamente in corso d’anno la domanda
di prodotti e servizi ICT in tutti i paesi. Conseguentemente,
il mercato dell’ICT, comprendente Informatica (IT) e Telecomunicazioni
(TLC), è cresciuto del 4,4%, un punto in meno della crescita
media dei quattro anni precedenti, ma superiore di circa
un punto a quella del PIL mondiale raggiungendo il valore
di 3.012 miliardi di dollari. Questo grazie all’introduzione
di nuovi prodotti, apparati, e di servizi e contenuti on
line supportati dallo sviluppo degli accessi a banda larga.
Il comparto dell’informatica (1,191 miliardi di dollari)
è cresciuto del 4,8% a un tasso inferiore di oltre 1 punto
rispetto al 2007, così come le telecomunicazioni (1.821
miliardi di dollari), cresciute del 4,2%. Gli utenti Internet
hanno superato gli 1,5 miliardi.
L’ICT nelle principali
aree geografiche
Il mercato geografico più
dinamico è stato ancora una volta quello dell’Asia-Pacifico
che, con una crescita del 6,3%, ha raggiunto il valore di
750 miliardi di dollari, ormai prossimo a quello dell’Europa.
La rapida crescita del mercato asiatico è determinata dalla
diffusione della telefonia mobile e dei PC, e dagli investimenti
in infrastrutture a banda larga (India, Pakistan, Corea).
I mercati del Nord America (943 miliardi) e dell’Europa
(858 miliardi) risultano relativamente saturi e questo ne
spiega la crescita più rallentata. Il confronto a livello
europeo, mostra per il 2008 e per l’Italia (64.463 milioni
di Euro) una dinamica quasi inesistente, pari allo 0,1%,
ancora largamente inferiore alla media del mercato Europa
27 (858,1 miliardi, + 3,2%) e a quella degli altri paesi
guida, con la sola eccezione della Germania -1,3%), che
però conta su un mercato assai più consistente (circa 150
miliardi). La Spagna (49.5 milioni) è cresciuta del 2,5%,
la Francia (110.4 milioni) del 2,8%, il Regno Unito (129
milioni) dello 0,5%.
Le Telecomunicazioni
nel mondo, in Europa e confronti internazionali
Il mercato delle telecomunicazioni
(1.821 miliardi di dollari in apparati, terminali e servizi
per reti fisse e mobili)) è cresciuto del 4,2%, un punto
meno dell’anno prima. La telefonia mobile è stata ancora
una volta fattore di crescita. Il parco utenti è passato
da 3,3 miliardi nel 2007 a quasi 4 nel 2008, e il numero
dei telefoni cellulari venduti è stato di 1,22 miliardi,
in crescita del 6,1% sull’anno prima. Inoltre il 2008 è
stato l’anno del mobile broadband, il cui successo dipenderà
dalla capacità degli operatori di veicolare nuovi contenuti
e servizi.
Le Telecomunicazioni
nelle principali aree geografiche
Asia (+6%) e resto del mondo (+5,9%) hanno incrementato
la quota sul totale del mercato, a fine 2008 pari rispettivamente
a 29,2% e del 17,9%. Europa ( +2,8%) e Nordamerica (+2,4%)
hanno ceduto quota per mezzo punto percentuale ciascuna.
L’Europa, 364,6 miliardi di Euro (+2,8% in più rispetto
al 2007), ha subito il l’andamento negativo degli apparati
(-3,1%). Va comunque evidenziato che le telecomunicazioni
hanno contribuito per il 3,4% al PIL europeo del 2008, e
che gli addetti del settore (circa 3,5 milioni) contribuiscono
ad esso con più di 100.000 Euro procapite contro una media
europea di 50.000 Euro.
Il confronto fra la l’Italia e i maggiori paesi europei
colloca il nostro Paese nel mezzo, anche se ciò è dovuto
solo al fatto che altri sono andati peggio. L’insieme dei
cinque maggiori paesi (Germania, Francia, Italia, Regno
Unito e Spagna) è infatti arretrato da 236,2 a 232,1 miliardi
di Euro (-1,7%), contro la crescita marcata degli altri
paesi UE, a 132,5 miliardi di Euro (+12,3%). Così la dinamica
italiana (-0,2%, per un mercato di 44.120 milioni di Euro)
non sfigura a fronte di quelle di Regno Unito ( -2,1%, per
un mercato di 65,1 miliardi di Euro) e della Germania (-5,3%,
per un mercato di 78,1 miliardi di Euro, ma non regge il
confronto con quelle di Francia (+2,2%, per un mercato di
55,2 miliardi di Euro) e Spagna (+1,5%, per un mercato di
33,7 miliardi di Euro)
L’IT nel mondo, in Europa
e confronti internazionali
Il mercato dell’informatica (1,191 miliardi di dollari)
è cresciuto del 4,8%, anch’’esso un punto in meno dell’anno
prima (5,9%). Ha mostrato una buona tenuta in arco d’anno,
ma con una prima parte positiva e un brusco rallentamento
negli ultimi due trimestri.
Le vendite di PC sono state
ancora sostenute e hanno raggiunto 287 milioni di unità
(+11,4%), grazie anche all’introduzione sul mercato dei
netbook.
La contrazione nelle crescite del mercato IT è stata più
accentuata all’interno dei paesi avanzati. Nell’area del
Nord America, che continua ad essere la più importante in
termini dimensionali (480 miliardi di dollari), il mercato
è cresciuto del 3,3% nel 2008 contro il 5,6% del 2007. In
Europa (358,7 miliardi di dollari) la crescita è stata del
3,7%, mentre più dinamici sono stati l’area dell’Asia-Pacifico
(+7,2%, per un mercato di 217,4 miliardi di dollari) e il
complesso dei paesi del Resto del Mondo (+9,3%, per un mercato
di 134,8 miliardi di dollari.
L’andamento del mercato IT in Italia è stato maggiormente
influenzato, rispetto a quello degli altri Paesi, dalla
situazione negativa dell’economia. Esso è infatti cresciuto
dello 0,8% soltanto, quasi tre 3 punti percentuali al di
sotto della media europea (+3,8%, peraltro in calo di un
punto rispetto all’anno prima).
La dinamica del mercato italiano dell’IT (+0,8%, per un
mercato di 20.343 milioni di Euro) è risultata così inferiore
a quelle di Regno Unito (+3,2%, per un mercato di 64 miliardi
di Euro), Germania (+3,4%, per un mercato di 72,3 miliardi
di Euro), Francia (+3,4%, per un mercato di 55,2 miliardi
di Euro) e Spagna (+4,9%, per un mercato di 15,8 miliardi
di Euro).
IT, il digital divide:
confronti fra Italia, principali paesi europei, Giappone
e USA
Il grado di diffusione delle
tecnologie IT misurata attraverso vari indicatori conferma
il ritardo dell’Italia che presenta:
- un’incidenza della spesa IT su PIL del 2%, che la posiziona
alla fine della classifica tra i grandi Paesi, superata
anche dalla Spagna (2,1%) e senza progressi significativi
rispetto agli anni passati. Gli USA sono al 4,2%, la Francia
al 3,4%, la Germania e il Regno Unito al 3,3%, il Giappone
al 2,4%
- una spesa IT pro-capite di 345 dollari, inferiore per
la prima volta anche a quella della Spagna (352), ancora
da fondo classifica fra i paesi sviluppati. Gli USA sono
a 1516, il Regno Unito a 1050, il Giappone a 917, la Francia
a 895, la Germania a 879
- un digital divide consistente in termini di PC installati
e che sempre rispetto agli stessi paesi, la posiziona
solo prima della Spagna, e più che altro per il recente
decollo di quest’ultima. In Italia i PC installati sono
stimati in 30 milioni, contro 378 milioni degli USA, 97
in Giappone, 63 nel regno Unito, 59 in Germania, 45 in
Francia e 10 in Spagna. Non migliora la situazione in
termini di PC per ogni 100 abitanti, che in Italia risultano
pari a 51, contro 125 negli USA, 103 nel Regno Unito,
76 in Giappone, 73 in Francia, 72 in Germania e 44 in
Spagna
Il mercato italiano dell’ICT: +0,1%
Nel 2008 il mercato aggregato dell’ICT (informatica e telecomunicazioni)
ha raggiunto i 64.463 milioni di Euro (+0,1%). Il minor
dinamismo rispetto al 2007, quando era cresciuto dello 0,9%,
è spiegabile da un rallentamento più pronunciato della componente
telecomunicazioni.
Il comparto delle telecomunicazioni (apparati, terminali
e servizi per reti fisse e mobili) è entrato in stallo rispetto
all’anno precedente (-0,2%). Pur sostenuto dai servizi su
rete mobile, non è andato oltre ai 44.120 milioni di Euro.
Il comparto dell'informatica è invece cresciuto
dello 0,8%, a quota 20.343 milioni, anche se a un tasso
inferiore rispetto a prima, che per due anni consecutivi
era stato più che doppio.
Mercato italiano dell’IT: + 0,8%
Nel 2008 il mercato italiano dell’informatica (IT) ha raggiunto
i 20.343 milioni di euro in crescita dello 0,8% sull’anno
prima, rallentando l’andamento del 2007 (+2%), soprattutto
a causa della contrazione della crescita degli investimenti
nelle imprese nella seconda metà dell’anno e del downpricing,
mentre il mercato consumer è rimasto vivace (+4,4%).
Più in generale, la composizione per settori d’offerta
(hardware, software e servizi e assistenza tecnica) mostra
per il 2008 e in valore una lieve crescita della componente
software e servizi, che si è attestata a quota 13.825 milioni,
in crescita dell’1,3% sull’anno precedente. Segna il passo
invece il comparto hardware (-0,2%), con i cali più accentuati
nei segmenti già maturi: workstation (-25,0%), mainframe
(-22,9%) e stampanti (-15,0%) e una svolta in negativo per
lo storage (-13,5%), che hanno neutralizzato la relativa
buona performance dei PC (desktop, notebook e PC Server)
anche se più in volumi (6.905.000 unità, in crescita del
22,6%) che in valore (+1,8%) a riprova del perdurare del
fenomeno del downpricing. Buona parte del merito della crescita
del comparto software e servizi, va al mercato del software
(+3,4%, 4.470 milioni), al cui interno crescono sia la componente
applicativa (+2,5%, 2.744 milioni) che quelle del middleware
(+5,7%, 1.107 milioni) e del software di sistema (619 milioni,
+3,2%). Sostanzialmente stabile è invece il settore dei
servizi (+0,4%, 9.355 milioni di euro), dove cresce la domanda
per sistemi embedded (+2,2%), outsourcing (+2,4%), consulenza
+1,1% e systems integration (+1,1%) mentre cala la richiesta
di servizi di elaborazione (-3,1%), di sviluppo e manutenzione
(-1%) e di education & training (-2,7%).
La dinamica della domanda IT per settori
La domanda vede le imprese attestarsi a 16286 milioni (+0,7%),
la Pubblica Amministrazione Centrale e Locale a 2956 milioni
(-0,5% e in calo per il secondo anno consecutivo) e quella
delle famiglie a 1001 milioni (+4,4%). Quest’ultima pesa
oggi per il 5,4%, del mercato IT italiano, sulla spinta
del personal computer. Su questo specifico mercato, quello
del PC, le famiglie hanno espresso una domanda pari al 31,8%
delle unità vendute nel 2008, contro 30,1% del 2007 e il
28,1% del 2006, confermando la progressione costante degli
ultimi anni.
Più in particolare, per quanto riguarda gli andamenti della
spesa IT nei principali settori d’utenza, il quadro che
risulta è il seguente:
- banche: 4632 milioni di Euro ,+1,2%. Nonostante
il rallentamento della seconda metà dell’anno la domanda
ha comunque beneficiato dei progetti inerenti al rinnovo
delle filiali, alla multicanalità e alla compliance normativa
- assicurazioni: 1.017 milioni di Euro, +2%, sull’onda
di razionalizzazioni delle reti distributive e dei processi
afferenti i principali rami d’attività e al gestione dei
rischi.
- industria: 4.068 milioni di Euro, +1,8%. Un incremento
che però è sintesi di due differenti andamenti semestrali:
il primo, con una dinamica di spesa sostenuta e progetti
IT allineati ai budget pianificati; e il secondo, caratterizzato
da una dinamica deludente e da una presa di coscienza
della situazione di crisi che ha rallentato o bloccato
gli investimenti. Le aree di maggiore attenzione, nelle
medie e grandi imprese, sono rappresentate da ERP, business
intelligence, tracciabilità e supporto diretto al business
(CRM e supporto alle vendite)
- distribuzione (inclusi servizi postali): 2.309
milioni di Euro + 1,3%. Qui è emersa una maggiore attenzione
all’area applicativa rispetto a quella infrastrutturale,
in particolare per progetti di business intelligence,
di rapporto con fornitori e clienti (CRM).
- PA Centrale: 1.318 milioni di euro, - 3,2%.
- PA Locale (Regioni, Province, Comunità Montane
e Comuni): 8081, milioni di Euro, + 0,7%. Il dato va visto
però anche alla luce di una profonda disparità territoriale
in termini di capacità di servizi di e-gov, mitigato da
un ruolo sempre più intenso da parte delle Regioni
- sanità pubblica e privata: 541 milioni di Euro,
+ 2,1%. Il dato apparentemente favorevole va rapportato
agli obiettivi ben più ambiziosi che il settore dovrebbe
darsi, come emerge anche dai piani sulla Sanità digitale
2009-2012, dei quali è incerta la copertura.
- difesa e corpi armati: 589 Milioni di Euro, -
3,8%
- telecomunicazioni e media: 2.401 milioni di euro,
- 2,0%. Il calo è imputabile a talune incertezze dello
scenario strategico nell’ambito delle telco e alla caduta
della raccolta pubblicitaria nel caso dei media.
- utilities: 782 milioni di euro, +3,4%. E’’ fra
i settori più performanti, in conseguenza dei progetti
di integrazione indotti dai numerosi processi di concentrazione,
dalla crescente rilevanza del CRM e, comunque dalla vitalità
del settore;
- travel&transportation: 1.041 milioni di euro,
-1,4%. Il calo è anche conseguenza dell’andamento fortemente
riflessivo del comparto nella seconda metà dell’anno e
dall’andamento di alcuni grandi operatori del trasporto
(merci e passeggeri), che hanno vissuto momenti di riconfigurazione.
La dinamica della domanda IT per dimensioni di impresa
La domanda di IT si è attenuata nelle grandi imprese (+0,7%
contro il +1,7% del 2007) e nelle medie (1,2% contro l’1,9
del 2007), mentre le piccole registrano un calo dello 0,7%
in valori assoluti (contro una crescita dello 0,6% nel 2007).
La domanda business conta comunque ancora per l’80% del
mercato IT italiano, con il prevalere della quota in capo
alle grandi aziende (56,9% del totale degli investimenti
business) su quelli delle medie (25,1%) e delle piccole
(18,0%), che continuano a pesare sul mercato IT in maniera
assai più limitata di quanto contribuiscano al PIL e all’occupazione.
L’informatizzazione di base della PMI in senso proprio
(dai 10 addetti in su) appare abbastanza buona: Internet
e PC sono presenti nella quasi totalità delle aziende e
anche nelle piccole imprese la loro penetrazione è comunque
superiore al 95%. Ancora in questa classe di imprese, gli
investimenti si concentrano nel supporto alle gestione,
tant’è che le soluzioni ERP interessano oramai il 34% dei
casi; anche se poi resta il fatto che una buona percentuale
di piccole imprese non utilizza alcun tipo di sistema gestionale,
nemmeno per supportare le attività amministrative più semplici
(contabilità, amministrazione, ecc.), generalmente demandate
a professionisti esterni.
La situazione delle tantissime microimprese (meno di 10
addetti) è caratterizzata da una penetrazione di strumenti
informatici limitata al 61%.
Le piccole e medie imprese che innovano attraverso l’Information
Technology cercano principalmente quattro benefici : maggiore
efficienza e produttività (90% dei casi), riduzione dei
costi (87%), riduzione del time to market (67%), razionalizzazione
dei processi più labour intensive; per contro soffrono di
freni non da poco, fra cui il costo delle soluzioni (79,3%
dei casi), ritenuto ancora elevato; la mancanza della percezione
del valore reale dell’IT (62,1%), un’insufficiente attenzione
all’innovazione (55,2%)
Il mercato italiano delle Telecomunicazioni: -0,2%
Il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali
e servizi per reti fisse e mobili) ha generato in Italia,
nel corso del 2007, un business di 44.120 milioni di euro,
in calo dello 0,2% sul 2007, dopo il già modesto incremento
dell’anno prima (+0,4%). Pesa molto nel dato il calo del
comparto delle fisse (-2,0%, anche per la concorrenza delle
tecnologie VOIP), quest’anno non compensato a sufficienza
da quello delle mobili (+1,3%, 24.393 milioni).
Dinamica per segmenti di clientela
Continua la crescita della componente consumer (25.804
milioni, +1,5%) e il persistere del calo di quella business
(14136 milioni, - 1,7% , dopo il -2,3% del 2007).
Dinamica per macrocomparti
Osservando la dinamica per macrocomparti si vede che il
calo coinvolge sia la componente degli apparati (infrastrutture
e hardware di telefonia) che scende dello 0,3% (9.590 milioni),
sia quello relativo ai servizi (34.530 milioni), seppure
in modo assai lieve (-0,1%).
Nell’ambito dei servizi la componente mobile compensa il
costante scivolamento della fissa. Continua a crescere,
infatti e anche se di poco, il numero di linee mobili (92,2
milioni, +1,6%) e il numero di utenti effettivi (46,1 milioni,
+0,4%), la cui dinamica rallentata identifica un mercato
ai limiti della saturazione. Quest’ultimo dato è quello
che più spiega la crescita del business complessivo del
mobile, visto che gli investimenti in sistemi e infrastrutture
non progrediscono e che la spesa unitaria per utente attivo
è cresciuta dello 0,9%. Evolve comunque anche l’uso delle
comunicazioni mobili, visto che la stessa spesa unitaria
per utente attivo vede calare a 293,5 euro (-1,4%) i servizi
voce e crescere a 113,4 euro (+7,4%) i servizi non-voce
SMS, MMS, di collegamento Internet e a valore aggiunto.
I servizi-non voce generano ormai valore per 5.230 milioni
di euro, arrivando a pesare per il 27,9% dell’intera “torta”
dei servizi mobili.
Sul fronte delle telecomunicazioni fisse la componente
di servizio si è contratta a 15.770 milioni (-1,9%) e proseguendo
in un trend oramai fisiologico in rapporto alla crescita
delle mobili. Il dato complessivo consegue, come già negli
ultimi anni, a un calo pronunciato nelle componenti più
mature - voce (8.390 milioni, -6,9%) e trasmissione dati
(1.160, milioni, -7,2%) - solo in parte compensato dalle
componenti legate ai servizi a valore aggiunto (3.120, +3,0%)
e alle connessioni Internet (3.100 milioni, +11,5%). Quanto
a queste ultime, è positivo l’incremento del numero di accessi
ad alta velocità, risultati a fine 2007 pari a 11,36 milioni
(+12,3%), più di 11 dei quali in modalità xDSL (+12,6%)
e i restanti 351mila su fibra ottica (+2,6%).
ICT in Italia. Previsioni 2009: - 1,3%
Il 2009 si presenta come un anno difficile, con un PIL
atteso in sensibile contrazione. E di conseguenza si attende
un anno difficile anche per il mercato ICT.
Le previsioni indicano un calo dell’1,3% per l’intero mercato.
Il dato aggregato nasconde però situazioni molto diverse
IT e TLC. Infatti, le telecomunicazioni sono attese crescere
di un modesto, ma comunque apprezzabile 0,7%, mentre per
l’informatica si attende una contrazione significativa,
attorno al 5,9%. E si stima anche che nessun segmento IT
possa considerarsi al riparo della crisi, anche se le previsioni
indicano una miglior tenuta del software (-3,6%) sui servizi
(-6,7%) e sull’hardware (-6,4%).
La crescita del mercato delle telecomunicazioni interesserà
i fornitori di servizi (+0,9%), mentre quelli di apparati
(+0,3%) opereranno su un mercato simile a quello del 2008.
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