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Milano
2/10/2006 - "Forse non siamo ancora all'uscita del tunnel,
ma almeno se ne intravede la luce. Nel primo semestre 2006
sono cresciuti Pil, investimenti fissi, investimenti in
nuovi macchinari e attrezzature. Ma soprattutto è cresciuta
l'Information Technology, fattore che, dopo anni di trend
negativo, costituisce un segnale di novità da non sottovalutare
in questa fase moderatamente positiva dell'economia italiana
in cui ci giochiamo le possibilità competitive e di sviluppo
dei prossimi anni. Per strutturare la ripresa occorrono
scelte coraggiose, puntando su produttività, innovazione
e riduzione della presenza dello Stato imprenditore"
è questo il messaggio entro cui il Presidente di Aitech-Assinform,
Ennio Lucarelli, ha voluto inquadrare i dati emersi dal
Rapporto Assinform sul primo semestre 2006 presentati questa
mattina a Milano.
Chiuso il 2005 con un aumento dello 0,9%, l'IT ha continuato
la risalita facendo registrare alla fine del primo semestre
2006 una crescita dell'1,1% (nel primo semestre 2005
era cresciuto solo dello 0,4%), pari a 9.758 milioni di
euro di fatturato. Anche per le telecomunicazioni continua
il trend di crescita, con ritmi sempre elevati per gli
utilizzi (come per leconnessioni a banda larga cresciute
del 37%) meno sostenuti per il fatturato (+0,6%); ciò
è dovuto alla diminuzione delle tariffe: "Si tratta di
un positivo assestamento dei prezzi di mercato - ha
spiegato Lucarelli - dovuti al doppio effetto dei provvedimenti
di regolazione introdotti dall'Autorità per le Comunicazioni
e alla sempre maggiore concorrenza fra gli operatori, a
vantaggio dei consumatori".
Se pur ancora distante dal trend mondiale che vede l'Information
Technology alla testa del nuovo ciclo di espansione economica,
con tassi medi di crescita che superano il 5% annuo,l'Italia
sembra voler cogliere il momento favorevole: Pil a + 1,6%
nel primo semestre del 2006 (a fronte del - 0,1% rilevato
nello stesso periodo del 2005), +3,3% gli investimenti
fissi (-1,3% nel 2005), + 2,4% gli investimenti in
macchinari e attrezzature (-1,7% nel 2005). "Intendiamoci
- ha precisato il Presidente di Aitech-Assinform - sono
cifre ancora modeste, ma comunque significative, perché
vuol dire che, se pur timidamente, l'economia italiana sta
tentando di risalire sul treno dello sviluppo, cavalcando
anche l'innovazione".
A guidare la domanda d'informatica, oltre al mercato
delle famiglie, in netta crescita, vi sono i settori più
legati ai servizi, come banche, assicurazioni, grande distribuzione,
ma è tornata a investire anche la media impresa. Continua
invece la frenata delle piccole imprese e della Pubblica
Amministrazione centrale, che risente dei pensanti tagli
subiti con le passate leggi finanziarie. Non così la Pa
locale la cui domanda è tuttavia assorbita in misura crescente,
fino ormai a coprirne oltre la metà, dalle società d'informatica
controllate da Regioni e altri Enti Locali e sostenute dal
ricorso sempre più spinto ai contratti in house.
Secondo il presidente di Aitech-Assinform, ora è il momento
delle scelte di fondo per consolidare la ripresa: "Per
risanare la finanza pubblica occorre ridurre inefficienze,
diseconomie, sprechi, monopoli, interventi nei quali l'Information
Technology va chiamato a giocare un ruolo fondamentale di
razionalizzazione: basti pensare ai sistemi informativi,
che permettono alle amministrazioni il controllo di gestione
della spesa corrente in tempo reale. Per creare le condizioni
di una nuova fase di sviluppo, bisogna operare scelte politiche
a favore della concorrenza e della trasparenza di regole
e ruoli. Lo Stato imprenditore deve fare un passo indietro,
dando con ciò concretezza alle indicazioni già contenute
nel programma di Governo e ribadite dallo stesso Presidente
Prodi anche nel corso delle sue ultime dichiarazioni".
In questa chiave vanno cercate le risorse per l'innovazione
e lo sviluppo. "Da una parte la domanda pubblica deve
tornare ad avere una funzione di stimolo e qualificazione
dell'offerta - ha sostenuto Lucarelli - dall'altra le imprese
IT vanno chiamate a investire in servizi e infrastrutture
che servono all'innovazione del Paese, secondo chiare modalità,
in cui il pubblico regola e controlla, mentre il settore
delle imprese investe, rischia, ma si rafforza e cresce
in qualità, oltre a rendere migliori prodotti e servizi".
La politica sull'Information Technology va completamente
rinnovata. Il sostegno all'alfabetizzazione digitale,
com'è stato finora, non è più sufficiente. Ora occorre far
crescere l'efficienza del pubblico e la competitività delle
tantissime imprese private italiane, ricche di creatività
e imprenditorialità, ma spesso mancanti di valide risposte
tecnologiche per affrontare le nuove esigenze imposte dalla
globalizzazione. Occorrono progetti ben definiti in settori
critici, quali la sanità, l'ambiente, il welfare, i rapporti
tra Pa e cittadini, l'energia, la sicurezza.
In favore delle piccole imprese, dove ancora sussiste la
frammentazione della domanda, si rende necessario sviluppare
soluzioni mirate a superare il digital divide, modernizzare
filiere e distretti produttivi, introdurre quelli virtuali,
spingere sulle specializzazioni territoriali. Da qui, oltre
a contributi al rinnovamento del Paese, nasceranno nuove
competenze e opportunità di lavoro qualificato, capaci di
coinvolgere anche i giovani nella creazione di nuovi prodotti
e servizi IT, che, sperimentati sul mercato italiano, siano
poi esportabili. "Per questo - ha concluso il Presidente
di Aitech-Assinform - guardiamo con grande attenzione ai
programmi sullo sviluppo economico e sulla modernizzazione
della Pa che sta impostando il Governo, al quale chiediamo
che il settore IT sia coinvolto a partecipare, fin dalla
progettazione, allo sviluppo delle linee e architetture
per l'innovazione tecnologica e l'infrastrutturazione Ict
del Paese".
RAPPORTO ASSINFORM: I DATI IN DETTAGLIO
Nel primo semestre 2006, il mercato aggregato (informatica
+ telecomunicazioni) ha raggiunto i 31.708 milioni di Euro,
con un incremento dello 0,8% rispetto al primo
semestre dell'anno scorso (quando era risultato più che
doppio, pari al 2,1%).
TELECOMUNICAZIONI: + 0,6%
Nel primo semestre 2006, il mercato italiano delle telecomunicazioni
(infrastrutture, terminali e servizi) ha raggiunto i 21.950
milioni di euro, evidenziando un rallentamento della
progressione avvenuta negli ultimi anni. la crescita del
primo semestre dell'anno in corso è infatti risultata
pari allo 0,6% contro il 2,9% registrato nei primi sei
mesi del 2005. "Il rallentamento della crescita è dovuto
principalmente a fattori di natura congiunturale - ha dichiarato
Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting
- sul fronte della telefonia mobile, hanno inciso in modo
significativo gli effetti del provvedimento dell'Authority
delle Comunicazioni relativo alla riduzione delle tariffe
di terminazione fisso - mobile, che ha determinato un complessivo
rallentamento della dinamica dei servizi e la riduzione
di risorse finanziarie per effettuare investimenti in infrastrutture".
Infrastrutture: -4,4%
Nel primo semestre 2006 calano anche gli investimenti in
infrastrutture. Gli investimenti sono risuoltati pari a
2.290 milioni di Euro, in calo del 4,4% rispetto al periodo
corrispondente dell'anno precedente (- 1,8%).
Terminali: +6,6%
Per contro, e sempre nel primo semestre 2006, la domanda
di terminali fissi e mobili è risultata pari a 2.510 milioni,
con una dinamica apprezzabile (+6,6%) anche in rapporto
agli andamenti del primo semestre 2005 (+1,1%). Positivo
anche il fatto che alla buona dinamica abbiano contribuito
quasi in pari misura sia i terminali fissi (1.110 milioni,
+6,2%) che quelli mobili (cellulari, 1400 milioni, +6,9%).
Servizi: +0,5%
L'effetto combinato della maturità del mercato e dei provvedimenti
tariffari dell'Authority sulle connessioni fisso-mobile,
si è tradotto in una riduzione della spesa per la fruizione
dei servizi. Nel primo semestre 2006, i servizi di telecomunicazione
si sono infatti attestati a quota 17.150 milioni, mostrando
una crescita molto modesta (+0,5 %), quando ancora del primo
semestre dell'anno prima crescevano del 3,9%.
Più in particolare si è dimezzata la spinta dei servizi
mobili. Questi ultimi hanno espresso nel primo semestre
del 2006 un volume d'affari di 8.440 milioni di Euro, in
crescita del 2,1% sul primo semestre del 2005 (quando risultavano
ancora in crescita del 5,6%, dopo i tassi di crescita a
due cifre agli anni precedenti). Tutto questo anche se è
ancora cresciuto il numero delle linee attive (pari a 75,6
milioni a giugno 2006 e cresciute del 13% sul giugno dell'anno
prima). E questo perché è calata la spesa media mensile
per singolo utente (pari a 31,5 Euro contro i 32,1 dell'anno
prima), anche se (nota positiva) la componente di servizi
a valore aggiunto (dati, XMS e Web) è cresciuta del 20%,
raggiungendo un'incidenza del 23%
I servizi su rete fissa, sono calati dello 0,9%, con un
mercato complessivo di 8.710 milioni, vanificando la ripresa
del primo semestre 2005 (+2,3%). La componente voce è risultata
di 7.015 milioni (-2,4%), mentre la restante componente,
relativa ai servizi a valore aggiunto, ha raggiunto i 1.695
milioni, con una crescita pari al 5,9%, apprezzabile, ma
inferiore a quella dello corso anno (19,6%) e comunque non
sufficiente a compensare il calo sul fronte voce.
Connessioni a banda larga: + 37,2%
A contenere la flessione dei servizi su rete fissa hanno
sicuramente contribuito in misura apprezzabile le connessioni
Internet a banda larga (xDSL e su fibra ottica). Queste
ultime sono passate dai 5,5 milioni di utenze attive del
primo semestre del 2005 ai 7,5 milioni e più del primo semestre
del 2006, con una progressione del 37,2%, sicuramente apprezzabile
ai fini degli sviluppi di nuovi servizi alle famiglie e
alle imprese.
INFORMATICA: + 1,1%
Nel primo semestre 2006, il mercato dell'informatica è cresciuto
dell'1,1%, a quota 9.758 milioni, anche per effetto della
lieve ripresa congiunturale. "E' andata meglio, rispetto
al primo semestre 2005 (0,4%). - ha dichiarato Giancarlo
Capitani - Si e' verificato un riallineamento tra la domanda
in unità di PC delle famiglie (+13,5%, contro il +40,9%
dell'anno prima) e delle imprese (+12,4%, contro il +9,6%
dell'anno prima), che peraltro hanno arrestato la tendenza
al calo della domanda di servizi (+0,2%, contro il calo
dello 0,5 dell'anno prima)".
Più in particolare, nel primo semestre 2006, le vendite
di hardware sono risultate di 2.759 milioni di Euro, in
crescita del 2,9 %, sul primo semestre 2005, nonostante
l'incremento multiplo in volumi delle principali componenti;
quelle dei servizi di assistenza tecnica, pari a 394 milioni
sono ancora calate (-3,7 %); quelle di software e servizi,
pari a 6.605 milioni sono rimaste sostanzialmente al palo
(0,6%) come già l'anno prima.
Hardware: + 2,9%
La crescita del 2,9% in valore del mercato dell'hardware
sintetizza una buona progressione in volumi e un continuo
calo dei prezzi unitari, anche i ragione del crescere del
peso della grande distribuzione sul fronte del PC (che nel
primo semestre del 2006 ha espresso ben l'82.8% del mercato
in valore dell'hardware) e delle apparecchiature perferiche.
Le vendite in unità, sempre nel primo semestre 2006, sono
cresciute del 12,7% per i personal computer (PC) e del 3,5%
per i server di media potenza.
Nel caso dei PC, la domanda delle famiglie è risultata pari
a 438mila unità (+13,5%), quella delle imprese a 1.680.000
unità (12,4%), su un mercato complessivo di 2.118.000 unità
(+ 12,7%). E ancora nel caso dei PC, è il segmento dei portatili
a mostrare il dinamismo più marcato in volumi, con 1.055.000
unità vendute (+18,5%), contro le 965.000 unità desktop
(+6,,6%) e i 98.000 PC server (+16,6%). La quota di mercato
dei portatili a fine semestre è risultata pari al 52,2%
in unità, e quindi doppia rispetto a due anni fa.
Software e servizi: + 0,6%
L'andamento delle componenti chiave del mercato dell'informatica,
quello del software e dei servizi, pari nell'insieme a 6.605
milioni di Euro (67,7% dell'intero mercato dell'informatica),
ha fatto segnare una crescita dello 0,6%. Delle due componenti,
quella del software, pari a 1.918 milioni, è cresciuta dell'
1,7%, mentre quella dei servizi, pari a 4.687 milioni è
aumentata solo dello 0,2%, ma si distacca la crescita dei
servizi in outsourcing +2,5% che, rappresentano spesso la
più razionale alternativa all'investimento interno in risorse
e competenze IT.
Ufficio
Stampa AITech-Assinform
Milano - Stefania Follador: cell. 3465003534 - s.follador@aitech-assinform.it
Roma - Anna Borioni: cell. 3281282138 - a.borioni@aitech-assinform.it
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