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Milano
24 novembre 2010 – In un mercato informatico che ancora
stenta c’è, anche in Italia, un comparto che ha assunto
consistenza, cresce e promette di esprimere oltre il 15
% del mercato del software e dei servizi entro il 2015 .
E’ il comparto dell’Enterprise Information Management (EIM),
che comprende non solo il semplice passaggio dei documenti
dal cartaceo all’elettronico, ma tutte le soluzioni e i
servizi che permettono di trattare, gestire e condividere
in modo nuovo e fra persone e sistemi i documenti aziendali,
e soprattutto i dati e le informazioni in essi contenuti.
E’ questa la più significativa evidenza del primo studio
condotto dall’Osservatorio EIM, organizzato da
Assinform (l’Associazione delle aziende di informatica
aderente a Confindustria) in collaborazione con Sirmi
e con il supporto di aziende leader nel settore (Cbt,
Infocert, Olivetti e Siav) , per monitorare l’andamento
del comparto.
Lo
studio si è avvalso di un’indagine sul campo (condotta a
metà 2010) su 70 aziende fornitrici di soluzioni EIM e 270
aziende e organizzazioni utilizzatrici dei principali settori
e di ogni dimensione. E’ il primo, in Italia a prendere
in conto tutte le declinazioni delle più evolute tecniche
di gestione dei documenti e delle informazioni, evidenziandone
le ragioni e le dinamiche di mercato.
Fra
le evidenze più significative sono che:
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la
diffusione crescente dell’EIM interessa la gran
parte delle aziende intervistate: il 74% di esse ha
già adottato o prevede di adottare soluzioni EIM, estese
o parziali entro il 2011; |
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il mercato
EIM è sempre più importante. In Italia, promette
infatti di passare dagli attuali 1,2 miliardi di euro
a quasi 2 già entro il 2015, con tassi di crescita annua
medi vicini al 10% e di esprimere il 15% dell’intero
mercato del software e servizi; |
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il fenomeno
non interessa esclusivamente i grandi utilizzatori.
Per quanto l’orientamento a investire (o continuare
ad investire) in soluzioni EIM sia ancora tipico delle
aziende e delle organizzazioni di maggiori dimensioni,
emerge un vivo e crescente interesse presso il 47% delle
PMI (10-49 addetti); |
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permane una
diversa sensibilità settoriale. Tutte le banche
e gli enti della PA interpellati hanno dichiarato di
avere investito o di prevedere di investire in EIM,
mentre la percentuale, pur restando su soglie ragguardevoli,
scende al 64% nell’Industria, al 70% nella distribuzione,
al 71% nella Sanità; |
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c’è sempre più
fastidio per carta e inefficienze. A livello d’insieme,
le ragioni che più spingono ad investire in soluzioni
EIM sono: l’ingestibilità di crescenti volumi di documenti
cartacei, non solo fisica, ma anche della quantità di
risorse necessarie per reperire le informazioni, estrarle,
immetterle nei sistemi informatici. Nel caso della PA
centrale e locale, la motivazione viene invece da spinte
normative. |
“Si
tratta di elementi di sicuro interesse che Assinform rende
disponibili nel solco di un impegno, già ampiamente riconosciuto,
di analisi e monitoraggio del settore ICT, e di pronta segnalazione
dei trend più interessanti e innovativi. – ha commentato
Federico Barilli, Direttore di Assinform - Tutti
gli elementi raccolti, danno conto di una componente di
mercato non solo molto vivace e di peso crescente, ma essenziale
per accrescere l’efficienza nelle aziende e nella PA. Basti
pensare che dalla fatturazione elettronica, che è solo una
parte dell’EIM, possono venire risparmi per le imprese italiane
che Assinform stima in 17 miliardi di euro annui. E questo
prima ancora di guardare ai guadagni di efficienza che danno
le soluzioni che permettono l’accesso e la disponibilità
delle informazioni giuste in automatico, subito e lungo
tutte le fasi di interi processi.”
Fra
le altre evidenze dello studio sono poi:
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la
tipologia delle aree toccate dall’EIM, che vede in testa
quella dell’amministrazione-contabilità (77% delle aziende
interessate all’EIM), seguita da comunicazioni interne
(51%); gestione del personale (31%); supporto alle vendite
(30%), contrattualistica (18%), così come la progettazione
e la produzione; |
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i fattori frenanti
l’EIM, che sono le ristrettezze di budget (31,5% degli
intervistati); la complessità organizzativa (15%), i
tempi di progetto e realizzazione delle soluzioni (6%); |
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l’articolazione
per tipologia delle soluzioni scelte dalle aziende cha
fanno uso di EIM: piattaforme software nel 64% dei casi,
applicazioni ad hoc nel 21% e servizi in outsourcing
per il 23%. Questi ultimi, i servizi in outsourcing,
sono attesi crescere per il prossimo futuro, anche nelle
forme più agili, come quelle dei servizi applicativi
in rete (SaaS, Cloud , etc.) che secondo i vendor interpellati
tenderanno a medio-lungo termine ad estendere l’EIM
anche verso le micro imprese e tantissimi professionisti. |
Fra
gli altri elementi di interesse sono infine:
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i
criteri adottati dai clienti per scegliere i fornitori
di soluzioni EIM vedono prevalere la specializzazione,
la capacità di rispondere alle esigenze su qualsiasi
altro criterio (già fornitore, brand noto, referenze) |
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la struttura dell’offerta
vede una forte concentrazione con il 28% dei fornitori
a generare l’80% del mercato. |
Ufficio Stampa Assinform Milano – Stefania Follador – 3465003534
– s.follador@assinform.it |