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Il boom dell'informazione on line: Repubblica.it
a cura di Antonio Savarese
Consulente SAP/TIBCO in IT Telecom

113 milioni di pagine viste nel mese di marzo. Cosa c'è dietro il successo di Repubblica.it?
Intervista a Loredana Bartoletti

Quando è iniziata la Vs. avventura?
L'avventura è cominciata nel 1997, prima di molti altri abbiamo capito la potenzialità di Internet. Il primo esperimento di informazione attraverso la Rete fu fatto nel 1996 in occasione delle elezioni politiche, andò molto bene e da lì la decisione di aprire un sito. I nostri competitor avevano la versione online del giornale, ma Repubblica.it è stato il primo sito di informazione ad hoc per internet, con una redazione e con testi scritti esclusivamente per la Rete.

Quali difficoltà avete incontrato?
C'era un gran voglia di fare e tanto entusiasmo, quindi nonostante il ridotto numero di persone e le risorse limitate limitate le difficoltà sono state superate. All'inizio siamo partiti in formato ridotto, poi nel 1999 si è passati all'informazione 7 giorni su 7 con una copertura oraria di 19 ore e al potenziamento della redazione. Rimane scoperta la fascia oraria dalle 1 alle 6, chiaramente è quella in cui statisticamente ci sono minori accessi, anche perché una buona fetta della ns. utenza è del tipo business ovvero consulta il sito dalle aziende durante l'orario di lavoro.

Gli ultimi dati dimostrano il boom dell'informazione on-line, Repubblica.it nel mese di Aprile 2003 ha totalizzato 2 milioni 115mila utenti unici, e sono state viste 113 milioni di pagine. Quali sono i fattori critici del Vs. successo?
L'elemento distintivo è l'aggiornamento del sito. Chi si collega più di una volta al giorno vuole essere informato sui principali accadimenti della giornata, è importante però che la tempestività sia abbinata alla qualità dell'informazione. Il nostro obiettivo è fornire un'informazione precisa, ciò diviene più facile facendo parte di un grande gruppo che ha una presenza capillare sul territorio con molte redazioni e corrispondenti, in questo caso la sinergia è abilitante.

Riesce a stilare un identikit del vostro lettore medio?
Nel 1997 gli italiani che avevano un collegamento ad Internet non erano molti, il ns sito ha seguito negli anni il cambiamento avvenuto nel profilo del navigatore, che si è evoluto e ora ricerca un prodotto con più qualità. All'inizio si cercavano informazioni di tipo elitario mentre ora i gusti sono cambiati ad esempio la politica all'inizio non tirava mentre ora va come un treno. Lo stesso fenomeno si è avuto con le notizie estere ma in questo caso dovuto ai gravi eventi successi.

Un'indagine svolta dalla Nielsen dimostra che la ns. utenza media è costitutita prevalentemente da giovani tra 18 e 24 anni (10%) piuttosto benestanti, con titolo di studio elevato, molti sono professionisti ma anche studenti, ciò rispecchia l'utente medio della Rete. È importante sottolineare anche la presenza di notevoli accessi provenienti dall'estero, sono numerose le mail che riceviamo da italiani lì residenti.

E' possibile determinare quanti dei vostri lettori sono anche lettori del quotidiano su carta e quanti invece sono "rubati" ad altre testate. C'è il rischio di cannibalizzazione, ovvero di rubare lettori al Vs. quotidiano in formato tradizionale?
È impossibile determinare con certezza quanti ns. lettori sono anche lettori del quotidiano su carta. La direzione aziendale non solo non ha avuto il timore della cannibalizzazione ma ha investito molto su Repubblica.it facendoci crescere sempre di più. E' sbagliato pensare che ci sia concorrenza tra i due prodotti, in quanto si tratta di prodotti concepiti in maniera diversa, la testata tradizionale è scelta da chi vuole approfondire le notizie, mentre il quotidiano online risponde all'esigenza di velocità e tempestività. Bisogna considerare che nella società di oggi è fondamentale essere informati in alcuni casi internet può essere visto come uno strumento di lavoro, con il vantaggio di non essere uno strumento invasivo, al contrario della radio o della tv, quindi in ufficio è possibile tranquillamente guardare le notizie sul sito senza disturbare i colleghi.

Quali sono le differenze nella gestione di una Redazione on-line?
Non sono molte le differenze perché la materia prima è la medesima, certo i tempi sono molto più ristretti, c'è la necessità di organizzare il lavoro day by day, si può programmare e pianificare molto di meno. Non c'è una divisione netta delle competenze dei giornalisti, ma ci sono molti jolly, si vive alla giornata. Un'altra ns. peculiarità è l'interazione con i ns. lettori che avviene mediante sondaggi, forum e mail. Gestire ciò è molto pesante e gravoso, in quanto è necessario monitorare e selezionare tutti gli interventi, fungendo da moderatori.

Come vengono scelte le notizie?
Siamo news driven, le notizie sono pubblicate in base agli avvenimenti che accadono, però c'è anche una parte pianificata con rubriche settimanali dedicate ad esempio alle recensioni dei libri e del cinema.

Uno dei principali freni allo sviluppo dell'editoria online è stata sempre una sorta di "indisponibilità" da parte delle persone a pagare quote, seppur modeste, per un servizio di informazione, come avete affrontato e risolto questo problema?
Qual è il vostro modello di business? Il modello di business, verte su due fonti di revenue, una è la pubblicità e l'altra sono i servizi a valore aggiunto: vi è la possibilità per il lettore/navigatore di fruire di alcuni servizi online a pagamento, come ad esempio visionare la versione cartacea del giornale o accedere all'archivio delle news.

Il giornalismo professionale online si è scontrato fin da subito con il fenomeno del giornalismo "fai da te": il fenomeno blog è in questo senso è un caso emblematico. Come questo contesto destruturato influisce sul lavoro del vero giornalista? C'è competizione o collaborazione tra i giornalisti tradizionali e quelli "improvvisati"?
Il fenomeno dei blog è sicuramente interessante, in alcuni casi è un altro sistema di espressione dei giornalisti, in altri solo una possibilità veloce ed immediata per esprimersi. La differenza tra noi e i blog sta nella selezione e nella gerarchia che viene data alle notizie e che poi vengono mostrate ai lettori, vi è una sistematizzazione. Su internet trovo tutto ma nel mare magnum è facile perdersi. Il mestiere del giornalista è quello di fare la selezione delle notizie e dare una gerarchia alle stesse, ciò ci differenzia dalle altre fonti di notizie.

Quanto siete debitori al vostro "brand" cartaceo?
L'appartenenza ad un grande gruppo editoriale (L'Espresso), e l'avere un brand consolidato e conosciuto, indubbiamente rappresentano un vantaggio competitvo enorme.

 


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