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Internet,
dalla new economy allo sviluppo
sociale
a cura di
Antonio
Savarese
Consulente
SAP/TIBCO in IT Telecom
New
economy, e-business, rivoluzione
digitale, globalizzazione, spesso,
anzi sempre quando si parla di Internet
sui media, sentiamo echeggiare queste
parole. Affari affari e solo affari,
il mondo è mosso dall'economia ed
in questo momento Internet ne è
il motore. I paesi avanzati stanno
basando sempre di più i loro sistemi
produttivi, amministrativi e comunicativi
sulle nuove tecnologie digitali.
Internet gioca un ruolo sempre più
importante nell'allocazione dei
prodotti, della forza lavoro e di
tutti gli altri fattori produttivi.
La comunicazione e l'informazione
hanno trovato nella Rete un mezzo
insostituibile e oramai basilare.
Le
nuove possibilità
Le possibilità che offre la Grande
Rete, però sono anche altre, migliorare
le condizioni di vita di interi
popoli, ora estremamente disagiati,
è un obiettivo che può essere raggiunto
con le nuove tecnologie; queste,
sebbene non riescano a portare fisicamente
acqua e cibo, tuttavia possono efficacemente
dare le informazioni necessarie
su come procurarlo. Numerose sono
le iniziative congiunte su vasta
scala, in convergenza con le grandi
agenzie internazionali della famiglia
ONU e in sinergia con tutto il mondo
delle ONG e del volontariato.
La
sfida
L'introduzione e la diffusione delle
ICT stanno profondamente mutando
anche i rapporti sociali. Data la
portata di questa trasformazione,
si parla di una vera e propria "rivoluzione
digitale", i cui effetti, positivi
e negativi, sono oggetto di discussione
teorica e politica. Le possibilità
offerte dalle ICT anche nei paesi
cosiddetti emergenti sono molteplici
e di grande efficacia (telemedicina,
università virtuali, sistemi di
monitoraggio ambientale e metereologico,
tanto per fare alcuni esempi), per
cui l'utilità e l'importanza delle
ICT in tutti paesi, siano essi più
o meno sviluppati, è innegabile.
L'esempio
del Libano
"Vogliamo piantare al posto delle
mine, un albero ancora più grande
, con rami che passano in tutto
il mondo" De Mistura rappresentante
delle Nazioni Unite impegnato nel
programma Infopoverty per la internettizzazione
delle scuole del Libano Nella zona
più esplosiva del Medioriente i
giovani sono isolati, disconessi
dalla realtà: i computer ed internet
sono l'inizio di un nuovo dialogo
con il mondo. All'esterno, ma anche
all'interno, ci sono 18 etnie diverse,
nelle scuole si impara così a conoscere
i coetanei del paesino accanto,
a dialogare con loro, a condividere
gli interessi e le passioni, come
la musica.
Problemi
Tutto ciò non è facilmente realizzabile
a causa del crescente divario fra
Nord e Sud dal punto di vista degli
accessi fondamentali quali la salute,
l'istruzione, un tenore di vita
dignitoso, la democrazia e i diritti
umani. Questi accessi condizionano
a loro volta l'accesso alle nuove
tecnologie, allo stesso modo in
cui l'esclusione e l'emarginazione
sociale, l'esclusione dai processi
decisionali e democratici, condizionano
e vengono aggravati dalla esclusione
dall'utilizzo delle nuove tecnologie.
Il
digital divide
Per Digital Divide si intende alla
lettera divario, divisione digitale:
esso viene inteso come mancanza
di accesso e di fruizione alle nuove
tecnologie di comunicazione e informatiche.
Secondo le stime dell'Unesco, solo
il 12% della popolazione mondiale
ha accesso a forme di tecnologia
avanzate. Tutti gli altri sono tagliati
fuori da quel libero scambio di
dati, informazioni, idee che rappresenta
una delle maggiori conquiste dell'uomo.
Un esempio choc? Ci sono più accessi
alla Rete nell'isola di Manhattan
che in tutta l'Africa. Il digital
divide, visto il vorticoso progredire
di queste tecnologie, rischia di
incrementare ulteriormente la forbice
tra paesi sviluppati e non. Sarebbe
un errore pensare che portando un
computer in ogni capanna il problema
dell'acqua potabile sia risolto,
ma sicuramente le nuove tecnologie,
se organicamente introdotte, potrebbero,
in tempi e modi adeguati, diventare
uno strumento di sviluppo e conoscenza.
Il
futuro
Le Nazioni Unite si sono poste un
obiettivo:entro il 2010, ogni villaggio
del pianeta dovrà avere almeno un
accesso ad Internet. L'avvento di
'Internet 2', della larga banda
satellitare e dei nuovi kit di ricezione
e diffusione a terra, può costituire
veramente una svolta positiva, sia
in ordine economico sia scientifico-culturale.
In questo modo potremo forse evitare
che il valore delle attuali scoperte
tecnologiche possa vanificarsi in
scialbe applicazioni, invece di
essere potenziato al massimo livello
rispetto alle esigenze che la nostra
civiltà ormai ha individuato come
fondanti il suo stesso esistere:
i diritti umani e il diritto per
tutti, individui e comunità, a una
vita dignitosa, pacifica e feconda.
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