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I
costi della security
a cura di
Marco
Pacchiardo
Business
Consultant , Secure Group
Come
tutto ciò che riguarda l'informatica,
anche la sicurezza impone dei costi
non indifferenti; l'acquisto degli
strumenti necessari per avere un
buon livello di sicurezza informatica
non è certo impegno dissimile da
tutti gli altri costi; forse la
relativa giovinezza dell'argomento
e la sua repentina esplosione e
diffusione non offrono ancora un
preciso quadro di quali siano gli
effettivi costi da sostenere.
Questo articolo non vuole essere
un trattato su quale sia il corretto
budget da destinare alla sicurezza
informatica, quanto piuttosto un
modo per ricordare quali siano e
come considerare gli investimenti
necessari quando si intende affrontare
questo problema.
Prime considerazioni
Per paradossale che possa sembrare,
il primo costo che spesso ci si
trova ad affrontare è quello derivante
dalla perdita di dati e informazioni
fondamentali per la produttività
aziendale.
Spesso esso non viene considerato
in quanto si considera costo o investimento
soltanto ciò che segue la partenza
di un progetto di security, ma quanto
ingente è stata la perdita che ha
decretato l'inizio di tale progetto?
È aver subito ciò che si riteneva
che mai potesse accadere, che è
sprone per consultarsi con degli
esperti per intraprendere il percorso
di messa in sicurezza dell'azienda.
A questo punto è chiaro che tale
procedimento comincia già con un
forte svantaggio economico che difficilmente
potrà venire colmato: la perdita
è ormai avvenuta e recuperare diventa
quasi impossibile.
Quanto ingente sia la perdita è
sicuramente calcolabile e nel prosieguo
dell'articolo ne vedremo un esempio;
per il momento è importante sottolineare
che il conto totale parte già con
un debito. Interessante sarebbe
dimenticare il passato e dedicarsi
unicamente al progetto di sicurezza,
ma è altrettanto vero che un'azienda
che voglia essere produttiva non
può prescindere da questa considerazione.
Questo ragionamento porta, ed è
importante che sia sottolineato,
ad un processo di contenimento dei
costi per il quale, per poter meglio
ammortizzare la precedente mancata
produttività o perdita, si tende
a cercare di mantenere più bassi
possibili i costi necessari per
realizzare un sistema di sicurezza.
Costi di acquisto e realizzazione
Per poter meglio valutare quali
siano i reali costi d'acquisto necessari
per ottenere un sistema di sicurezza
efficiente bisogna prima valutare
quali siano i più comuni scenari
in cui ci si trova all'inizio di
un progetto. La migliore delle situazioni
in cui si possa ricadere, che peraltro
è la migliore sia da un punto di
vista del lavoro da svolgere, sia
dal punto di vista economico, è
quella in cui la sicurezza deve
venire costruita dal principio,
in concomitanza con la realizzazione
della struttura informatica aziendale.
In questo caso tutti i processi
di sicurezza possono essere pensati
poco per volta, mano a mano che
la parte più strettamente tecnologia
cresce e prende forma.
In altre parole significa che chi
è preposto a pensare e realizzare
la sicurezza, può farlo contemporaneamente
all'introduzione delle tecnologie
di rete che devono essere protette.
Avere l'opportunità di pensare ad
un segmento di rete, ad un database,
ad altri strumenti tecnologici potendo
già immaginarne la messa in sicurezza,
è un lavoro molto più agevole ed
economicamente vantaggioso. In pratica
questo procedimento offre l'opportunità
di "spostare" parte della sicurezza
sullo strumento informatico che
è necessario acquistare; decidere
quale sia il modello di router migliore
da inserire nell'architettura di
rete valutandone anche scopi e funzionalità
di sicurezza necessari permette
di poter decidere per uno strumento
che abbia già quelle particolari
operatività che ne consentono un
agevole e mirato inserimento nella
struttura di sicurezza generale;
in questo modo al costo di un normale
apparato di rete si acquistano già
delle caratteristiche di sicurezza.
Se questo processo viene eseguito
per tutto il periodo di realizzazione
della rete aziendale, è facile capire
come, ad operazioni terminate, si
siano scelti strumenti che completano
ed integrano la sicurezza, contribuendo
a mantenere bassi i costi, e integrando
al meglio tutte le funzionalità
necessarie, sia sul piano networking
che su quello security.
Un caso peggiore è quello in cui
una struttura di rete è già esistente,
in quanto quasi sempre questo è
il caso in cui non sono stati pensati
a priori gli elementi di sicurezza
che potessero integrassero nel piano
generale di networking.
Il lavoro necessario, in questo
caso, è chiaramente più importante
sia in termini di attività per chi
deve operare la sicurezza che in
termini economici, in quanto non
è stato valutato quello "spostamento"
che permette di selezionare gli
apparati di rete anche in funzione
della sicurezza.
In questa situazione non soltanto
è necessario pensare a come integrare
tra loro le tecnologie, ma diventa
necessario anche un'accurata selezione
delle contromisure anhe in relazione
all'aspetto economico. L 'obiettivo
è quindi duplice: da un lato è necessario
stabilire se una determinata contromisura
sia facilmente integrabile all'interno
dell'architettura di rete, dall'altro
bisogna fare attenzione all'effettiva
necessità di tale contromisura,
rapportandola ai suoi costi di acquisto
e messa in servizio.
La prima considerazione in questo
scenario è quella di valutare quali
siano i computer e i dati che generano
del fatturato: ciò che deve essere
messo in sicurezza è infatti, in
primo luogo, ciò che genera un vantaggio
economico.
Una delle prime regole della sicurezza
è quella che afferma che bisogna
rendere sicuro ciò che serve per
mantenere o aumentare il vantaggio
competitivo, la quota di mercato
o il fatturato di un'azienda; tutto
il resto può venire considerato
in un secondo momento.
Naturalmente questa operazione non
è né semplice né immediata, ma è
un'informazione importante per chi
costruisce la sicurezza, e vitale
per l'azienda.
Immaginate che qualcuno vi chieda
a bruciapelo: "quanto del tuo fatturato
dipende da quel determinato server?";
la risposta è un punto di partenza
per valutare le contromisure.
Terminata questa fase, che necessariamente
viene concertata con il cliente,
bisogna individuare le vulnerabilità
alle quali un elemento informatico
che produce vantaggio è soggetto,
comprendendo quindi un'attenta analisi
del valore economico che si perde
nel caso in cui un determinato elemento
della rete subisca un danno.
È necessario analizzare, in questa
fase, quali siano i costi di mancato
fatturato per ogni giorno in cui
l'elemento non è disponibile; questa
informazione determina chiaramente
il peso economico che tale fattore
ha in rapporto al fatturato aziendale.
Il terzo elemento che entra in gioco
nella valutazione economica delle
contromisure, che è da combinare
con i due precedenti, è quale sia
il costo totale per la contromisura.
In questa analisi è fondamentale
non trascurare i costi correlati
all'acquisizione della contromisura,
quali i costi di gestione, di installazione
e configurazione, di manutenzione
e tutti quei costi che normalmente
siamo abituati a sottovalutare e
con i quali poi ci troviamo a combattere.
Soltanto a questo punto si è in
possesso dei dati necessari per
la corretta valutazione di una contromisura:
fatturato che un computer produce,
perdita economica derivante dal
fallimento di tale computer e costo
necessario per l'implementazione
della contromisura stessa.
Per quanto riguarda invece il valore
di un dato, bisogna ricordare che
durante la valutazione entrano in
gioco valori spesso trascurati ma
di fondamentale importanza per poter
misurare il reale peso di un elemento.
Ogni dato ha infatti un proprio
valore intrinseco che dipende da
un insieme di considerazioni che
devono essere pesate correttamente.
Sicuramente il costo per acquisire
il dato (dove per acquisire si intende
anche il costo di creazione), è
uno dei principali elementi che
concorrono nella valutazione economica
di un dato.
C'è poi un secondo valore, indipendente
dal mercato, che è quello che il
possessore del dato gli assegna:
un dato considerato economico può
acquisire un peso strategico enorme.
Un ultimo peso è quello dettato
dal mercato e cioè, in termini molto
pratici, ci si riferisce al valore
che il mercato attribuisce a quel
dato e ad un eventuale costo per
la proprietà intellettuale (copyright,
ecc...) Completato questo ciclo
di valutazioni, la selezione delle
contromisure diventa un ragionamento
semplice al quale tutti noi siamo
usi: la valutazione costi e benefici
permette di poter scegliere, almeno
da un punto di vista economico,
la migliore delle contromisure possibili.
In questa operazione diventa fondamentale
tenere conto in modo preciso di
tutti i costi che concorrono a creare
il peso della contromisura.
Accanto al costo per l'acquisizione
vi sono infatti tutti i costi di
implementazione, di manutenzione
e non ultimo quello legato alla
perdita temporanea di produttività
legata all'integrazione della contromisura
all'interno dell'architettura esistente.
Come ultima considerazione in merito
all'adozione di contromisure o di
valutazioni di sicurezza è importante
sottolineare come molte aziende
siano o si stiano strutturando per
offrire la sicurezza o aspetti di
essa in forma di servizio: dall'outsourcing
fino a veri servizi ASP.
Queste iniziative hanno come principale
scopo quello di svincolare le aziende
dai costi necessari per la gestione
di parti, o di tutta la struttura
tecnologica di sicurezza.
Esistono quindi aziende che forniscono
servizi di analisi di vulnerabilità,
di outsourcing di security, di adeguamento
legale e normativo e, da poco tempo,
esistono servizi di autenticazione
sicura e di gestione delle VPN.
Selezionata la contromisura...il
lavoro è appena cominciato!
Costi non legati alla tecnologia
Quanto esposto finora ha coinvolto
computer, apparati e dati ma è importante
sapere che essi non sono gli unici
costi legati alla sicurezza informatica;
anzi spesso possono esserne soltanto
una frazione.
Ciò che non è ancora stato valutato
è tutta la parte organizzativa di
sicurezza informatica che, avendo
costi non immediatamente immaginabili,
assume un peso fondamentale in un
progetto.
È infatti noto che gran parte degli
attacchi provengono dall'interno
della rete; senza entrare nello
specifico dettaglio, è sufficiente
sapere che non sempre i danni vengono
originati dalla determinazione di
distruggere, ma più spesso derivano
da un non corretto uso della tecnologia.
Questo è il motivo per il quale
un progetto di sicurezza ha successo
soltanto se il personale aziendale
viene formato e informato riguardo
alle politiche di security che l'azienda
ha inteso adottare.
Cosa accadrebbe, infatti, se un
dipendente perdesse la sua smartcard
che serve a garantire l'accesso
sicuro al server aziendale e se
tale dipendente non conoscesse il
motivo per cui gli è stato assegnato
tale strumento, ma soprattutto se
avesse chiuso in un cassetto senza
leggerla la norma interna che intima
di avvisare non appena ci si accorge
di averperso la propria smartcard?
Ne consegue che un piano di security
deve necessariamente prevedere un
piano di formazione basato sulla
conoscenza dell'architettura di
sicurezza presente e della normativa
aziendale di riferimento.
Ecco quindi come, oltre ai costi
di ottimizzazione della sicurezza
da un punto di vista tecnologico,
entrino qui in gioco altri costi
che sono più legati alla parte organizzativa
e formativa.
Parlando poi di normativa non si
può assolutamente prescindere dall'adeguamento
dell'azienda rispetto alla legislazione
e alla normativa internazionale
di sicurezza.
In quest'ambito spesso ci si avvale
di consulenti che hanno dimestichezza
con questi argomenti e che sono
quindi in grado di valutare il grado
di aderenza della sicurezza aziendale
rispetto, ad esempio, al D.P.R.
318/99 che si occupa di misure minime
di sicurezza nel caso del trattamento
di dati sensibili.
A livello internazionale assume
sempre più importanza la normativa
ISO 17799, che discende dalla più
nota BS7799 del British Standard
Institute, che indica quali siano
i parametri da seguire per ottimizzare
i processi e i flussi logici di
sicurezza.
È una norma che affronta aspetti
organizzativi più che tecnologici,
indicando, per esempio, come sia
formato un corretto team di sicurezza,
quali figure ne devono far parte
e quali ruoli e responsabilità debbano
avere; anche il flusso di informazioni
necessario per riportare un attacco
o un danno è materia dell'ISO 17799.
(Articolo
pubblicato su Office
automation, Maggio 2003)
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