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Tutti gli ambiti, i settori e i comparti produttivi e di business possono trarre grande beneficio dalle tecnologie digitali. Sviluppando percorsi già ampiamente collaudati nelle economie più avanzate, ai quali noi potremo dare in più una nostra specifica caratterizzazione. Serve una maggiore consapevolezza delle potenzialità del digitale nelle imprese. Le startup innovative e le imprese tecnologiche devono tornare a costituire una delle aree di sviluppo del Made in Italy, caratterizzando quel movimento che va sotto il nome di Made in Italy tecnologico, ricco di eccellenze e che può aiutare l’intero sistema produttivo a evolvere e a creare occupazione.

 

CRESCITA E OCCUPAZIONE. Dobbiamo almeno allinearci ai tassi di crescita medi del PIL dell’Unione Europea, e in particolare dell’area Euro. E fare anche in modo che essi siano oggetto di allineamento fra le macro regioni del Paese. Riaccendere la crescita vuol dire ricreare i margini di manovra che si sono persi negli ultimi anni, e ciò può essere fatto solo nel quadro di un progetto Paese con rinnovate ambizioni e basato su programmi concreti, in cui il digitale ha un ruolo strategico. Programmi che traducano in fatti la Strategia per la Crescita Digitale, che favoriscano la generazione di competenze utili a sostenere l’innovazione e a vivere di essa, a riconvertire competenze senza futuro e a generarne altre che permettano di cogliere le opportunità di occupazione dei settori a più alto potenziale e a più alto tasso di assorbimento di giovani e personale qualificato. Programmi che dunque riconoscano il ruolo che ha l’ICT anche sotto il profilo occupazionale, in tutte le aree del Paese.

Il pieno coinvolgimento nella dimensione digitale del cittadino - che vive l’ambiente familiare e produttivo, studia, lavora, trascorre il tempo libero e vive secondo le regole della collettività - si può raggiungere attraverso la consapevolezza dell’appartenenza alla comunità basata sulla “cittadinanza digitale”. Vanno evitati “divide” conoscitivi curando la formazione e le competenze, garantendo l’accesso al digitale anche alle categorie più svantaggiate, a chi cerca lavoro e agli anziani. A livello territoriale vanno colte le specificità culturali e del sistema produttivo per orientare al meglio l’azione di sensibilizzazione e diffusione.

 

Cultura e inclusione. Le tecnologie digitali sono al cuore di una nuova alfabetizzazione, di nuove professioni, di un nuovo modo di fare impresa, di dare servizi alla comunità e di fruirne. È strategico dare impulso ai programmi di educazione digitale diffusa contemplate dalla Strategia per la Crescita Digitale, perché sono ancora troppo grandi le fasce di popolazione che rischiano di essere escluse dalle interazioni sociali, lavorative e di servizio che si vanno rapidamente affermando. Tutte le parti interessate, pubbliche e private, sono chiamate a cooperare per accrescere e diffondere la cultura digitale, per consentire a fasce sempre più ampie di cittadini ed imprese di fruire dei nuovi linguaggi e dei nuovi servizi della società dell’informazione.

Le trasformazioni possibili con le tecnologie digitali sono un’occasione unica e irripetibile per creare nuove capacità e motivazioni nei più diversi ambiti istituzionali e amministrativi. La trasformazione organizzativa e dei servizi, l’e-Government, la trasparenza e la semplificazione indotte dal digitale, i processi di dematerializzazione e disintermediazione sono altrettante opportunità di efficientamento e modernizzazione. E sono anche l’occasione per riaffermare un’immagine positiva delle Amministrazioni.

 

eFFiCienZa, QualitÀ e trasParenZa. È prioritario accrescere l’efficienza della Pubblica Amministrazione, senza dilazionare i programmi già condivisi. Produrre di più a parità di fattori vuol dire dare di più al Sistema Paese senza chiedere maggiori risorse per l’operatività corrente, risorse che potranno essere investite per essere più competitivi, nella stessa PA e nelle imprese. E questo è possibile solo con il digitale. L’ultimo decennio lo ha dimostrato: l’innovazione digitale deve diventare elemento trasversale a tutte le componenti dell’Amministrazione. Importante è anche la qualità dei servizi della PA al cittadino e soprattutto alle imprese. Servizi di maggiore qualità significano tempi ridotti e certi per gli adempimenti, con un effetto benefico sulla competitività del Sistema Paese, oggi ancora penalizzata sotto questo aspetto. Altro effetto della digitalizzazione della PA è la maggiore trasparenza, in termini di performance e di una maggior sicurezza del perseguimento dell’interesse pubblico in tutti i processi, ancora a vantaggio della competitività del sistema.

Le proposte politiche e le priorità per l’Italia Digitale riassunte nel Manifesto Associativo 2015-2017.